| venerdì 10 febbraio 2012 01:10

| domenica 09 maggio 2010, 14:06

Ghisolfi:per la Grecia lacrime e sangue, necessario aiutarla

In questi giorni la crisi economica sembra travolgere la Grecia e l'Euro con conseguenze drammatiche anche per l'Italia. Radio Vaticana ha intervistato il professor Beppe Ghisolfi,noto opinionista e presidente della Cassa di Risparmio di Fossano. Gli rivolgiamo alcune domande.

 

Perche' tutto è iniziato dalla Grecia?

La Grecia è entrata nell'Euro con i conti in disordine. Per i Paesi deboli è durissimo rispettare regole rigide. Ad un certo punto i risparmiatori non hanno più sottoscritto titoli nuovi in sostituzione di quelli in scadenza optando per altri investimenti. Questo determina, in Grecia come altrove, il default. Senza gli aiuti della Unione Europea e del Fondo Monetario è la fine.

 

Ma entrare nell'Euro non è servito?

Entrando nell'Euro si hanno vantaggi e svantaggi. I Tassi sul debito si dimezzano e questo è un grande vantaggio. Si perde però l'autonomia monetaria. Non si può manovrare sui tassi ne' svalutare. E' ovvio che tassi a zero attirerebbero capitali in grado di risollevare l'economia.

 

Come se ne esce?

Mettendo i conti in regola. Lacrime e sangue. Ridurre stipendi, pensioni e servizi sociali. Dare meno, da parte dello Stato, e chiedere rigore. Una medicina amara.

 

Cosa significherebbe il dedault della Grecia?

Un disastro. Atene deve 75 miliardi di dollari alle banche francesi, 45 a quelle tedesche, 7 a quelle italiane. Se queste banche non rientrano dai loro prestiti le difficoltà per le stesse si fanno serie. E' interesse quindi di tutti salvare la Grecia per non rischiare una crisi infinita.

B. P.

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