AL DIRETTORE | venerdì 14 maggio 2010, 11:52
Mauro Calderoni: "Sul fotovoltaico occorrono normative e regole chiare"
Egregio Direttore,
le chiedo spazio per approfondire una questione che sta alimentando molte discussioni nelle nostre piccole realtà locali. Infatti, pur condividendo e sostenendo, nel piccolo della nostra azione politico - amministrativa, la crescita progressiva di una coscienza ambientale diffusa, non possiamo nasconderci che alcune ricadute di questo grande movimento di opinione non siano del tutto condivisibili. In particolare mi riferisco al difficile bilanciamento tra la grande spinta verso la green economy (che è un aspetto della crescente attenzione all'ambiente) e la tutela del paesaggio e delle colture tradizionali e di qualità del nostro territorio (che sono altri aspetti ambientali, parimenti meritevoli di tutela).
Una normativa ideata per la promozione di forme di produzione di energia pulita attraverso un sistema di incentivi a cui il legislatore non ha fatto seguire interventi di mitigazione dell'impatto sull'ambiente circostante, sta creando non poche difficoltà alle comunità locali che ospitano tali strutture. Assistiamo alla progressiva perdita di grandi valori territoriali legati al paesaggio, nonché al rischio della decadenza delle regole democratiche nelle nostre piccole comunità sotto la spinta di fortissimi interessi economici, privi come siamo di strumenti normativi per resistere a questa spinta. Approssimazione e mancanza delle più elementari regole di pianificazione stanno caratterizzando la proliferazione degli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili.
Nella nostra provincia la problematica maggiore deriva dagli impianti fotovoltaici. Alcuni Comuni coraggiosamente si sono dati degli strumenti basandosi sul presupposto che il dlgs 387/2003, pur ribadendo l'importanza del fotovoltaico nel processo di diversificazione delle fonti energetiche, impone il contemperamento del grande interesse per le fonti rinnovabili con la tutela del paesaggio, il rispetto dell'equilibrio ambientale e del relativo indotto economico. Un altro appiglio è venuto dalla giunta Bresso che nel 2009 ha elaborato una serie di criteri, cosiddetti E.R.A. (esclusione, repulsione, attrazione), propedeutici ad un piano energetico regionale. Da ultimo la Provincia di Cuneo con l'assessore Colombatto organizza in questi giorni un tour in vari centri della Granda per varificare la possibilità di standardizzare l'iter di valutazione dei progetti di impianti fotovoltaici.
Si tratta però di soluzioni tampone, alcune anche di dubbia efficacia. Occorre invece predisporre rapidamente un qualche atto normativo specifico che regoli la materia e che sollevi le amministrazioni locali dal peso di dover garantire l'equilibrio tra la creazione di energia pulita e la tutela del territorio e del suo paesaggio. E in questo campo la competenza è della Regione. Il tempo stringe. Una buona pratica ambientale non si può sviluppare sacrificando altri elementi parimenti importanti dell'ambiente stesso.
Mauro Calderoni
Ass. Governo del Territorio - Saluzzo
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