CONFARTIGIANATO NOTIZIE | sabato 10 luglio 2010, 12:41
Confartigianato: “Difendiamo le piccole e medie imprese, baluardi a presidio del territorio”
Anche Confartigianato a fianco di Confesercenti nel sostenere il ruolo delle piccole aziende di vicinato
Più attenzione per le piccole e medie imprese, ultimi baluardi a presidio del territorio. Questo il pensiero di Confartigianato Cuneo che si unisce all’appello lanciato dal presidente di Confesercenti Marco Venturi durante la recente assemblea annuale. Le due associazioni di categoria, che assieme a CNA, Casartigiani e Confcommercio fanno parte di Rete Imprese Italia e rappresentano quasi il 95% delle aziende italiane, condividono e richiedono a gran voce una ormai irrinunciabile semplificazione per scongiurare l’aggravarsi di una crisi che non si può ancora dire superata. “I numeri parlano chiaro – commenta il presidente provinciale di Confartigianato Cuneo Domenico Massimino –. Negli ultimi anni, purtroppo, hanno chiuso oltre 100mila negozi e sono andati in fumo almeno 250mila posti di lavoro. Si fa un gran parlare di liberalizzazione per incentivare l’apertura di nuove attività, ma così facendo si perde contatto con la realtà e ci si dimentica che se si può parlare di tenuta del Sistema Paese Italia è perché molti piccoli imprenditori da anni presenti sul territorio hanno ‘tenuto duro’ e continuato, ogni giorno, ad offrire prodotti e servizi con competenza e professionalità”. Pur comprendendo le motivazioni che stanno alla base della spinta all'avvio di nuove imprese, Confartigianato ritiene insomma che l'attenzione istituzionale debba essere orientata soprattutto verso chi già c'è. “Oltretutto, la chiusura di botteghe e negozi – continua il presidente Massimino – porta, in aggiunta agli ovvi problemi per le persone direttamente interessate, anche ad una grossa questione sociale: si rischia di ritrovarci in un territorio senza vita sociale e senz'anima. Si pensi, per esempio, al sempre più diffuso fenomeno dell’esodo dalle zone di montagna, che, nella nostra provincia, costituiscono circa il 18% del territorio. Le imprese artigiane montane sono 2.800, quasi il 15% del totale del comparto. Si tratta di un patrimonio umano e culturale che sta scomparendo”.
Già nel convegno ‘Artigiani di Montagna’ organizzato da Confartigianato a Pamparato il 3 aprile scorso, l’associazione aveva avanzato alcune proposte al fine di preservare e salvaguardare le attività dei comuni montani, e con esse territorio stesso. Prima fra tutte, la riproposizione della Legge Carlotto (n. 97 del 1994) che, tra l’altro, non fa altro che riprendere e attuare quanto disposto dall’articolo 44 della Costituzione Italiana: “… La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane”. Molto si potrebbe fare per favorire gli artigiani e gli imprenditori delle Terre Alte: l’abolizione di scontrini e ricevute fiscali, il passaggio dagli studi di settore allo strumento del concordato preventivo e l’aumento del volume d’affari per l’accesso al regime dei minimi. “Come sempre – conclude Massimino – noi artigiani, gente concreta e abituata a lavorare, chiediamo una sola cosa: semplificazione. È necessario riunire le imposte in un testo unico, sfoltire la trama delle agevolazioni per concentrare gli sconti sui temi importanti, dalla famiglia alla impresa, rendere più ‘razionale’ il prelievo per incentivare il lavoro sulle rendite, tagliare gli adempimenti e cancellare i formalismi contabili per le piccole aziende. Solo in questo modo, con una maggiore apertura verso il Paese reale, si può realmente sperare di ottenere maggiori vantaggi per tutti”.




