ATTUALITÀ | domenica 01 agosto 2010, 13:00
Sono negative le previsioni occupazionali in provincia di Cuneo per il 2010
C'è comunque qualche segnale di ripresa. Tiene il settore alberghiero e della ristorazione, con un + 3,1% di assunzioni. I dati si basano sul sistema informativo Excelsior, l'indagine sulle dinamiche occupazionali realizzata da Unioncamere
La Camera di commercio di Cuneo ha presentato i dati provinciali del Sistema informativo Excelsior, l’indagine sulle dinamiche occupazionali in ambito nazionale, regionale e provinciale, realizzata da Unioncamere e autorizzata dal Ministero del Lavoro, avvalendosi della collaborazione degli uffici studi e statistica delle Camere di commercio.
L'indagine Excelsior viene condotta annualmente su un campione di oltre 100mila aziende italiane per rilevare i programmi di assunzione delle imprese. Quali sono i dati che emergono? A livello nazionale confermano per il 2010 una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari ad oltre -178 mila unità rispetto allo stock di fine 2009, con una corrispondente variazione in termini relativi pari a -1,5%. Stesso andamento si conferma a livello regionale dove viene registrata una flessione di -15.480 unità pari a -1,6%.
In provincia di Cuneo l’indagine, svolta su un campione di oltre 1.200 imprese appartenenti a diversi settori economici e tipologie dimensionali con almeno un addetto dipendente, rileva un saldo negativo di 1.570 unità pari a -1,3%. La quota di aziende cuneesi appartenenti al settore industriale e terziario che prevedono assunzioni si attesta al 22,8% (in aumento di circa un punto percentuale rispetto al 2009), superando le prospettive occupazionali sia a livello piemontese sia a livello nazionale (rispettivamente 17,6% e 18,6%).
“Il bilancio occupazionale previsto dall’indagine Excelsior 2010 per la provincia di Cuneo mantiene un saldo complessivo negativo, pur se attenuato rispetto alle previsioni formulate lo scorso anno che erano pari a -1,6% - ha commenta il presidente della Camera di commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello. Inoltre, analizzando la tipologia di contratti delle assunzioni previste dalle imprese cuneesi emerge, a differenza dell’andamento nazionale, una tenuta occupazione delle aziende fino a 9 dipendenti che manifestano l’intenzione di assumere con contratto a tempo indeterminato. Complessivamente i contratti aumenterebbero quasi del 18% rispetto al 2009, chiaro segnale della volontà delle nostre aziende di voler inserire nuovo personale nel proprio organico, in un’ottica di superamento della crisi economica per delineare nuove strategie di crescita e sviluppo delle strutture produttive”.
IL PUNTO DI VISTA DELLE IMPRESE: I dati a livello provinciale confermano anche per il 2010 un diffuso ridimensionamento dei programmi di assunzione delle imprese, come viene attestato dal numero di entrate previste pari a 8.690 (erano 9.780 nel 2009), mentre le uscite (per pensionamento o scadenza di contratto) tendono a diminuire, passando da 11.880 a 10.260, evidenziando andamenti diversi a seconda dei settori economici presi in considerazione.
Il saldo provinciale è leggermente migliorato rispetto allo scorso anno, passando da – 2.100 unità (pari a -1,6%) a -1.570 unità (pari a -1,3%), frutto di una diminuzione maggiore delle uscite rispetto alle entrate.
Ma quali sono i settori che pagano di più in termini di assunzioni: Sicuramente quello industriale, che registra un saldo negativo -1,5% pari a -1.000 unità, con andamenti variabili a seconda dei diversi comparti. La flessione della domanda di beni e servizi avrà un impatto occupazionale più evidente per le industrie chimiche, di estrazione e lavorazioni di minerali e metallurgia (-4,1%, pari a -450 unità) e per le aziende di fabbricazioni di prodotti in metallo (-3,7%, pari a -260 unità).
Il comparto delle costruzioni è passato dal -4,2% dello scorso anno all’attuale +1,5% (pari a 150 unità), segnale che evidenzia la progressiva ripresa di un settore che è stato molto penalizzato dalla crisi economica e dalle problematiche legate alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici. Variazioni leggermente più contenute a livello % si registrano nel settore terziario (-1,0%) a cui corrispondono in valore assoluto –560 unità.
Il commercio al dettaglio e all’ingrosso rileva un saldo negativo di -1,9% (pari a -340 unità), deciso peggioramento rispetto allo scorso anno dove si evidenziava un certo equilibrio nelle assunzioni (-0,4%, pari a -70 unità).
Continua l’andamento negativo anche per i trasporti con un deciso -2,3% (pari a -150 unità).
Il settore alberghiero e della ristorazione fa invece registrare un +3,1%, a conferma del fatto che sia un settore trainante dell'economia provinciale
ASSUNZIONI
Quelle a tempo indeterminato si attestano al 26,5% per un valore numerico assoluto pari a circa 2.310 unità. Si registra un aumento del 17,86% delle assunzioni a tempo indeterminato rispetto alle assunzioni previste nel 2009 (erano 1.950), segnale positivo della graduale ripresa delle aziende cuneesi a riassumere in un’ottica di lungo periodo. Le assunzioni a tempo determinato rappresentano, invece, il 26,9% pari a 2.340 unità (-21,25% in meno rispetto all’anno precedente). Per completare il quadro, le assunzioni a carattere tipicamente stagionale raggiungono le 3.180 unità, il 36,6% delle assunzioni totali (-28,5% rispetto al 2009). Pur in un contesto di generalizzato ridimensionamento in termini assoluti delle assunzioni previste per il 2010, si evidenzia una crescita della quota degli impiegati sul totale assunzioni che raggiungono il 9,5% (erano 6,9% nel 2009). Viene registrato anche un lieve aumento della quota di professioni high skill, ossia dirigenti e impiegati con elevata specializzazione e professioni tecniche. Diminuiscono le quote di professionisti commerciali e nei servizi che raggiungono quota 27,2%. Sostanzialmente stabile la richiesta di figure di operai specializzati e professioni tecniche.
Nonostante sia evidente un contesto di ridimensionamento in termini assoluti delle assunzioni previste per l’anno 2010, Excelsior mette in evidenza quelle che sono le figure professionali più ricercate nella nostra provincia, sia quelle maggiormente qualificate (ad esempio, tecnici dell’amministrazione e dell’organizzazione, addetti alla vendita al minuto, addetti alla ristorazione e ai pubblici esercizi) che quelle cosiddette low skill (tra cui spicca la richiesta di addetti ai servizi di pulizia e lavanderia, personale delle costruzioni e assimilati). La percentuale delle assunzioni non stagionali, considerate di difficile reperimento è salita, infatti, dal 27,2% nel 2009 al 35% nel 2010.
La preferenza del genere femminile Delle 5.510 assunzioni non stagionali previste per il 2010, il 23,2% riguarda personale femminile (erano 30,2% nel 2009) ricercato in particolare nei settori del commercio al dettaglio e all’ingrosso e dei servizi, in particolare le attività di studi professionali, i servizi operativi. Anche le assunzioni femminili a livello regionale e nazionale sono in diminuzioni e si attestano rispettivamente a 20,9% e 17,2%, valori inferiori rispetto a quello provinciale.
La domanda di immigrati Si prevede un flusso in entrata di personale immigrato che potrebbe raggiungere al massimo le 1.040 unità, pari al 18,8% delle assunzioni totali (nel 2009 erano previste assunzioni pari a 1.200 unità, corrispondenti al 22,5% del totale). Percentuali maggiori si registrano in Piemonte (20,8%) e a livello nazionale (19,2%). Nella lettura di questi dati, si tenga conto che la domanda di lavoratori immigrati stimata da Excelsior non fa però riferimento alle esigenze manifestate dalle famiglie (badanti, collaboratrici familiari, ecc.) e dal settore agricolo.





T. G.