| venerdì 10 febbraio 2012 02:52

| venerdì 13 agosto 2010, 17:27

È agosto per tutti, ma non per tutti è lo stesso agosto.

Dai bisogni della gente alla politica dei voltagabbana, delle facce toste e delle pance flaccide esibite in barca

Ci sono immagini in questo agosto da ‘chiuso per ferie’ che stridono fortemente tra di loro e in alcuni casi anche con quel po’ di buon senso che non dovrebbe mai andare in ferie.

Nessuna demagogia, ma la lunga fila di auto da esodo agostano stride fortemente con l’immagine della vecchina al mercato di Mondovì che, curva sugli imballaggi, raccoglie quel po’ di verdura scartata perché non più vendibile e la ripone in una busta di plastica. È un’immagine di sabato sette agosto 2010, non del 1940, che solo il pudore e il rispetto dovuto a chi si trascina appresso una vita grama ha impedito di immortalare con la digitale. Sarebbe stato un gran bello scatto, magari da utilizzare a corredo di queste righe, ma il solo pensiero che gli occhi di quella donna incrociassero la macchina fotografica e lo sguardo di chi la teneva in mano ha fatto sì che l’esile figura della vecchina, con una calza un po’ abbassata, le scarpe più invernali che estive, venisse fissata nella memoria per consegnarla ai pensieri della vita. Non sappiamo nulla di questa donna anziana, ma proveremo a ricordare il suo sguardo e quel fare furtivo messo in essere (forse) per nascondere la vergogna di essere costretta a compiere quel gesto, quando ci capiterà di perdere la pazienza per qualche quisquilia quotidiana.

La lunga fila di auto da bollino nero stride anche con la storia di quel manipolo di operai della vecchia cartiera Burgo Scott di Verzuolo, poi Kimberly Clark poi Cdm che hanno minacciato di mettere in atto qualche azione eclatante se non si fosse sbloccata la pratica che riconosce loro l’anticipo della cassa integrazione. Un’azienda che ancora negli anni settanta aveva oltre 600 dipendenti ed oggi ne ha una quarantina o poco più abbandonati in un girone infernale dal quale faticano, per dirla con il Poeta, “a riveder le stelle”.

Anche il fallimento della Monetti di Racconigi stride con gli ombrelloni e con il periodo vacanziero. Ma tant’è. Ha ragione la dipendente che dice: “Hanno aspettato l’estate per darci il benservito”. E con la Cdm e la Monetti tanti altri ancora, anche in terra di Granda.

Agosto è agosto per tutti, ma non per tutti è lo stesso agosto. È strano e anche un po’ triste arrovellarsi su queste cose quanto l’imperativo del mese è uno solo e la mente e il corpo hanno il solo e sacrosanto desiderio di godersi in pace le vacanze.  È un mese strano agosto. Sognato e atteso tutto l’anno da una moltitudine di persone, mentre per qualcuno è motivo di sofferenza ulteriore. Ad agosto il mondo sembra fermo. Fermo per tutti, tranne che per la vecchina di Mondovì e per le decine o centinaia di altri poveri da pochi euro al mese o per chi anche ad agosto lotta per non morire assieme alla propria azienda.
Proviamo però a pensare che se non ci fossero stati i miseri gesti e quei piccoli passi della signora di Mondovì a riportarci sulla terra, i nostri pensieri correrebbero il rischio di essere assorbiti dal nulla della brodaglia che ci arriva dalla politica che resta romana per comoda definizione, ma che ci giunge da mete incantevoli per ubicazione. In fondo, però, ben venga la singolar tenzone quotidiana tra Berlusconi e Fini e quelle brutte facce da pitbull che popolano i giornali della corte: senza di loro saremo costretti a macerarci al sole con l’immagine del vecchio Emilio Fede e della giovin amica di complemento al seguito, tutti ospiti dell’amico Flavio Briatore e della di lui gentil consorte a spasso per i mari a bordo di una graziosa barchetta della flotta del geometra di Verzuolo.

Poi, però, a pensarci bene, anche l’atavico e vegliardo giornalista dell’armata del premier e con il fido Emilio anche la singolar tenzone in atto tra i due vecchi amici sono pur sempre meglio della faccia di quel tale che risponde al nome di Daniele Capezzone, onorevole, si fa per dire, prima radicale barricadiero, anticlericale, abortista e sostenitore delle canne libere poi divenuto ‘pidiellino’ salottiero; un uomo che è passato a velocità supersonica dall’omaggiare Berlusconi con una frase del tipo: “Dopo il cieco di Sorrento, la muta di Portici, e lo smemorato di Collegno, arriva lo sciancato di Arcore. Berlusconi è patetico” a esserne un fedele esternatore e estimatore in estasi ogni volta che nomina il Vate di Arcore o ne incrocia la regale vista. (Per la citazione: fonte Repubblica.it e FareFuturo.it). Un uomo, Capezzone, che quotidianamente ci spiega il Bene e il Male ma la cui presenza asfissiante in Tv da sola varrebbe la disdetta del canone. Sappiamo bene che la coerenza non è in assoluto una virtù e che la politica è popolata da trasformisti di ogni specie, ma queste giravolte ci portano in dono un Silvio Berlusconi così buono, misericordioso, votato al perdono da farlo in apparire in odore di santità. Un Silvio san Sebastiano trafitto da tutti che perdona tutti e che eleva i nemici fino al soglio di portatore della sedia gestatoria.

Ecco, tra questo nulla volgare che è parte della politica attuale, il brutto giornalismo da ‘voce del padrone’ che ne fa da colonna sonora, è meglio goderci questi giorni di pace vacanziera pensando che tra i bisogni di tanta gente e le bassezze quotidiane che ci sparano in faccia a getto continuo giornali e Tv, ci siamo noi, noi persone normali, persone fortunate, che possiamo permetterci il lusso di non essere costretti a cantare nel coro per sbarcare il lunario o a venderci come attempate meretrici per un posto al sole. E non siamo neppure costretti a rovistare tra i resti del mercato: un’azione che grida vendetta e stringe il cuore, ma che è gesto più nobile di tante porcherie da salotti romani.  

Ad agosto si sta bene anche all’ombra dei propri pensieri. Non veleggeremo per i mari con al fianco fanciulle statuarie, ma godremo del nostro essere persone normali. In fondo cosa c’è di più rivoluzionario della normalità in un paese di caudilli, torquemada alla matriciana, giustizieri della notte a corrente alternata, voltagabbana e facce toste?

gianpiero.ferrigno(at)targatocn.it

Gianpiero Ferrigno

In Breve

Nessuna notizia presente.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore