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CSV INFORMA | lunedì 23 agosto 2010, 13:31

Groppo: "Passare attraverso il desiderio del bello, del bene e del vero”

L'editoriale del presidente del CSV

Giorgio Groppo

Mi ha colpito molto una intervista pubblicata questa estate su “L’Espresso” rilasciata da Giorgio Bocca per il suo novantesimo compleanno. Quando il giornalista gli ha chiesto se aveva nostalgia di un’altra Italia, Bocca ha risposto “Nostalgia…Quando vedo Balducci che esce dalla sua piscina in villa avvolto in un peplo romano, e sta ai domiciliari, ecco, quando vedo queste cose comincio a sentire la vecchiaia. O forse la mia ingenuità. E’ che la divisione tra onesti e disonesti non esiste più. Così come non c’è più il capo di governo o il leader politico, maestro di vita e di doveri (…)”  ed ancora (…) “la corruzione incessante, lo spregio della magistratura e della stampa, le plateali menzogne dinanzi ad una platea d’italiani inebetiti da una TV puerile e incantatrice” deplora la passività degli italiani di oggi, si cita l’Uomo Qualunque, il movimento fondato da Guglielmo Giannini nel 1944,”le persone perbene lo disprezzavano; oggi, invece, il qualunquismo sembra avere dignità culturale”.

Vogliamo criticare la politica? Abbandonarci nello scoramento e nella delusione? Nient’affatto! Abbiamo ricordato più volte il valore della politica che Paolo VI affermava essere ( aimè trent’anni fa )“la più grande manifestazione della carità” ma vorrei riprendere questo passo dell’intervista perché mi dà la possibilità di agganciarmi ad un tema a me caro, che è quello per cui gli italiani non protestano più per nulla, un diritto negato, anche personale o per un’ingiustizia che abbia interessato la collettività,  abbandonandosi allo sconforto ed alla rassegnazione, lasciando a pochi “furbetti” il ricorso alle vie brevi. 

E così, si aspetta una visita fino a nove ore nei Pronto Soccorso che i mezzi di informazione ci dicono essere un Servizio di eccellenza,  si ricorre a visite private specialistiche perché le liste di attesa degli Ospedali sono troppo lunghe, oppure si ammazza a botte una persona per la strada per il solo motivo che si è arrabbiati con la propria fidanzata, sotto lo sguardo menefreghista dei passanti, ci si dice continuamente che si sta eliminando la burocrazia ma le code continuano a dismisura, dedicando una parte considerevole del tempo  (e della nostra vita) a fare code, senza neppure un lamento. “Così è, se vi pare” scriveva il buon Pirandello ma, come detto, non vogliamo abbandonarci alla delusione, richiamando invece la passione civile che si è assopita nel cuore degli uomini di buona volontà.

La natura dell’uomo è innanzitutto il suo cuore,  che si esprime come desiderio di cose grandi. Questo accomuna tutti, credenti e non credenti. Esiste un punto oggettivo per scorgere la verità indipendentemente da quella che sia.  Se si perde di vista questo desiderio del cuore,  la quotidianità diventa sterile.

L’abbiamo ricordato più volte che in questo Paese c’è una chiara emergenza educativa e di educazione civica alla responsabilità di ognuno. Il concetto di favore o di interferenza è il contrario dell’educazione che abbiamo ricevuto. Le scorciatoie sono l’antitesi del nostro modo di vedere noi stessi. La vita ci è data perché ognuno di noi  possa venir fuori, dare il meglio della propria persona.

Bernhard Scholz  ha affermato che “L’etica non è inutile, ma è insufficiente, se non si riparte dal desiderio dell’infinito che è in ogni uomo, e che passa attraverso il desiderio del bello, del bene e del vero” ed ancora  “Più che mettere in riga l’uomo – e in particolare i giovani – con le regole e gli standard, si deve valorizzare ogni persona nella sua unicità.  

Quest’anno il Meeting di Rimini si è dato un tema “quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi, è il cuore” che nella sua attualità, richiama tutti ad una conversione del cuore, per metterci sempre in discussione, e pensare sempre prima a ciò che possiamo fare noi per gli altri, senza aspettare una restituzione, perché solo portando il nostro piccolo contributo, potremo veramente scrivere la storia che stiamo già vivendo, con i nostri difetti, con le nostre mancanze, ma anche con tutte le nostre emozioni.

Abbiamo bisogno di etica, non tanto scritta nei codici ma quella vissuta nei comportamenti, ma abbiamo anche bisogno di morale ma non di moralismo, perché “La morale è sempre figlia dell’ideale” afferma Giorgio Vittadini e “il moralismo ha il difetto tremendo di non offrire mai le condizioni positive per uscire dal degrado. Il “non devi” non basta, devi avere il desiderio di fare il bene comune perché è più bello".

Il Presidente CSV Giorgio Groppo

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