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AGRICOLTURA | martedì 24 agosto 2010, 17:56

Vendemmia: l’annata ricca non fa il vino di qualità

I piccoli e medi viticoltori locali sembrano essere piuttosto tranquilli e sereni circa l’annata che verrà e la corsa al ribasso dei prezzi

La produzione enologica italiana potrebbe crescere del 5% rispetto al 2009. Fin qui la notizia promette bene, però – ricordano gli stessi produttori – non significa che la qualità aumenti. Vendemmia dunque in crescita, salvo sorprese dell’ultima ora del tempo. I conti però si faranno quando le uve saranno raccolte ed esaminate. Mentre i ‘mediatori del vino’ girano già tra le grandi cantine in cerca dell’affare, i piccoli e medi viticoltori locali sembrano essere piuttosto tranquilli e sereni circa l’annata che verrà e la corsa al ribasso dei prezzi, soprattutto del vino sfuso. Anna Maria Abbona produttrice di frazione Moncucco di Farigliano: “Sorrido quando sento di queste diatribe e penso a mio nonno quando mi diceva ‘Non dire che è una grande annata finché non hai il vino in cantina’. In realtà ce la giochiamo tutta adesso, nell’ultimo mese. È il sole che ci dà la qualità. Oggi si è capito che senza qualità non si va da nessuna parte. Per fortuna noi questa filosofia l’abbiamo sposata da tempo e da anni diradiamo. Quest’anno ho visto colleghi che non buttavano via niente diradare e quindi diminuire il quantitativo”. Per Giovanni Negro, titolare dell’omonima etichetta, e i suoi 4 figli impegnati nell’azienda di Monteu Roero, la qualità è un marchio di fabbrica. “Siamo sempre più convinti nel perseguire la strada della qualità e infatti non abbiamo giacenze. Lavorando con criterio non abbiamo produzione in eccesso. Certe zone del barbera invece hanno le cantine piene e problemi a vendere l’uva. Qui noi abbiamo un cavallo di razza, l’Arneis, che sta tirando tutta la filiera, mentre i rossi soffrono un pochino”. “Il prodotto alla vista è sano, ma devono ancora parlare le analisi” afferma invece Emanuele Rolfo di Montà. “Ad oggi le carte sono in regola per affermare che il prodotto è buono. Tra un mese circa sapremo la verità. Sui prezzi di questo vino è ancora tutto un rebus”. Per Sergio Germano di Serralunga d’Alba “Bisogna gestire al meglio quanto la natura, le condizioni atmosferiche e l’impegno ci hanno offerto. Ormai i produttori coscienziosi diradano, chi oggi non dirada è anacronistico”.

Francesca Aimo

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