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AL DIRETTORE | martedì 31 agosto 2010, 08:30

Marco Bravi, Enpa: “Anche nell'anno della biodiversità si replica uno squallido teatrino"

Per l’esponente animalista con le introduzioni selvagge di animali si tende a giustificarne poi l’abbattimento

Immagine di repertorio

Egregio direttore,

Puntualissimo, con l'avvicinarsi della stagione, arriva in provincia lo squallido teatrino che cerca di legittimare l'attività venatoria. Si parte con le comprensibili preoccupazioni e richieste di interventi degli agricoltori, colpiti dalle razzie compiute dai cinghiali. In certi comunicati dal mondo agricolo è evidente la consapevolezza della "strana" contestualità con il periodo dei rilasci (spesso illegali) di cinghiali di allevamento. Ci aspetteremmo, quindi, che le richieste di intervento fossero mirate ad un restrittivo controllo delle decine di allevamenti in Provincia, alla rigorosa verifica dei registri di carico e scarico, nonché al controllo sulle nascite e sulla detenzione di tali animali.

E invece? L'unica soluzione che si riesce ad individuare è l'abbattimento, con un sistema che premia il mondo venatorio, facendogli in pratica ottenere quello che cerca con le reintroduzioni, illegali e non: così facendo i corresponsabili del fenomeno si trasformano addirittura in salvatori delle economie locali. Siamo certi che il generalizzato divieto di reintroduzione otterrebbe, con quel meraviglioso meccanismo chiamato Natura, quell'equilibrio dell'influenza sul territorio di certe specie che tutti, a parole, vorrebbero. Ma, nei fatti, chi detta le regole continua ad evitarlo, per premiare la voglia di sangue di elettori ritenuti (spesso a torto) influenti: i cacciatori.

Marco Bravi
Giunta Esecutiva Nazionale
Responsabile Provinciale CUNEO

 

 

 

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