ATTUALITÀ | mercoledì 01 settembre 2010, 16:40
Scuole prossime al via, tra nuovi tagli e la riforma delle superiori
Secondo Graziella Dogliani, segretaria provinciale Snals, la situazione si fa drammatica per gli insegnanti non abilitati, quelli di 3^ fascia.
Sarà il 13 settembre il giorno che darà il via all'anno scolastico 2010/2011. Si prospettano ancora tempi duri, in coincidenza della seconda tornata di tagli. Ma a livello provinciale le cose, come spiega Graziella Dogliani di Snals, non sono poi così nere. Ci saranno 78 posti in meno nelle scuole primarie ma grazie ai trasferimenti e alla mobilità interprovinciale i perdenti posto dovrebbero trovare una ricollocazione. Il contratto che regolamenta la mobilità annuale interprovinciale del personale docente prevede infatti che i docenti appartenenti a classi di concorso o posti di ruolo in esubero, possano godere della precedenza per l’utilizzazione in altre province, per la stessa materia o per altre materie o tipologie di posto, anche se loro non sono soprannumerari, purché il ruolo di appartenenza risulti essere in esubero.
Per quanto riguarda il tempo scuola nelle primarie, stando ad un'indagine effettuata a livello regionale, la media di ore scolastiche in provincia di Cuneo è di 33 ore, il che fa presupporre che siano molte le classi che godono del tempo pieno, quindi delle 40 ore settimanali. "Le medie matematiche non tengono conto però del fatto che ci sono molte classi che non raggiungono un tempo scuola sufficiente a garantire la copertura degli orari della mensa, per esempio. Comunque sia, sono in arrivo quegli 8.5 milioni di euro destinati dalla Regione per le scuole, che aiuteranno a risolvere molte situazioni. I genitori, in questo senso, possono stare tranquilli" - precisa la Dogliani, che aggiunge come qualche contentino in provincia sia stato dato: tra questi, lo sdoppiamento di alcune classi numerose o di alcune pluriclassi.
Molto colpita sarà la scuola superiore: ai tagli si aggiunge infatti la riforma che, riducendo ore di insegnamento e indirizzi, comporterà un'inevitabile perdita di posti e l'aumento delle cattedre spezzettate. Inoltre, molte classi di concorso finiranno in esubero. "Gente con 20 anni di servizio si ritrova a mercanteggiare sulle ore. Ho assistito a scene davvero raccapriccianti" - specifica la Dogliani. Per quanto riguarda i precari, troveranno sempre il 'materasso' del decreto che li salva: i 12 punti per la graduatoria e 8 mesi di sussidio di disoccupazione. Insomma, più di qualche precario starà forse pensando che è quasi più conveniente il sussidio di disoccupazione che poche ore di lavoro o un incarico lontano da casa. Riflessioni a parte, quelli che davvero rischiano di non lavorare più sono i docenti di terza fascia, quelli che non hanno conseguito l'abilitazione all'insegnamento. Per loro, come ammette la stessa Dogliani, le prospettive di lavoro sono pressoché nulle.
Molti i posti disponibili per gli insegnanti di sostegno. E il 9 e 10 settembre si partirà con le 'code', con una migrazione di insegnanti, soprattutto dal Sud, che sperano di avere accesso alle cattedre della provincia di Cuneo o di altre due province a scelta, come ultima spiaggia.
Venendo alla riforma del ministro Gelmini, da lei stessa definita 'epocale', l'anno scorso si eliminò dalla scuola primaria il modello delle compresenze riportando al maestro unico. Nel 2010/2011 la riforma si abbatte sulle scuole superiori, partendo dalle prime e dalle seconde classi. Con diverse novità. Sei gli indirizzi per i licei: classico, con l'inglese per tutti e cinque gli anni, scientifico (con anche l'indirizzo tecnologico, dal quale verrà soppresso il latino) musicale e coreutico (44 sezioni in tutto, tra le quali quella attivata all'Ego Bianchi di Cuneo), il liceo delle scienze umane con la new entry dell'indirizzo economico-sociale, l'artistico e il linguistico. Al biennio si faranno 27 ore invece che 30. Gli istituti tecnici avranno solo due settori (economico e tecnologico), 11 indirizzi e un orario che passerà da 36 a 32 ore. I professionali da 26 indirizzi passano ad 11, improntati a due macro-settori: servizi da un lato e industria e artigianato dall'altro.




Barbara Simonelli