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CRONACA | mercoledì 01 settembre 2010, 18:03

Gardaland e associazioni di persone con sindrome di Down: si va verso lo scontro

Immagine di repertorio

Partecipa anche l’Associazione Italiana Persone Down Sezione Saluzzo, Savigliano e Fossano Onlus alla battaglia condotta dalle associazioni di persone con sindrome di Down affinché queste abbiano possibilità di accedere alle strutture di divertimento di Gardaland. Possibilità che fino ad oggi è stata negata nel parco veneto per la maggior parte delle giostre. La questione si trascina dal 2007, quando emerse il primo caso, da allora più voci si sono alzate per permettere anche a questi ragazzi e giovani di potersi divertire sulle attrazioni. La trattativa, durata mesi tra la direzione del parco e il coordown, coordinamento di associazioni Down, ha portato a un nulla di fatto. Prima se ne è parlato alla Camera con un’interrogazione del 12 maggio 2010 di Maria Antonietta Farina Concioni poi il 25 maggio è avvenuto un incontro tra associazioni e direzione durante il quale sono state avanzate proposte per riuscire ad arrivare a una soluzione che rassicurasse la direzione, ma salvaguardasse la dignità di quei bambini e ragazzi che arrivano al parco per una giornata di svago e ricevono invece un rifiuto. “In quest'occasione la direzione di Gardaland si rese disponibile a valutare le proposte impegnandosi a fornire rispose entro una decina di giorni, tempo necessario per una consultazione con il proprio ufficio legale e per la verifica delle limitazioni presenti in altri parchi con analoghe attrazioni. Ma si trattava di un bluff. La direzione continua a prendere tempo con toni che sembrano aggiungere la beffa al danno. Proprio a Mirabilandia questo tipo di discriminazione invece non avviene. Se la questione si limitasse alla voglia di andare in giostra il problema sarebbe dunque risolto: basterebbe consigliare altri parchi divertimenti. Ma la questione dolente è sul piano etico e culturale: la persona con sindrome di Down è riconoscibile dai suoi tratti somatici e questo genere di discriminazione è un campanello di allarme inquietante e inaccettabile” scrivono le associazioni in un comunicato. “Questo inqualificabile atteggiamento continua a essere una sorpresa per molti. Anche ai nostri utenti è capitato di andare fino a Gardaland e scoprire sul posto che la persona con sindrome di Down non poteva divertirsi come gli altri. Una socia racconta di essere andata con il marito e i due figli, tra i quali un tredicenne con sindrome di Down. ‘Hanno lasciato salire il bimbo di 2 anni e non lui’ ha raccontato incredula ’Non mi raccontino che sono questioni di sicurezza’" scrivono dalla Sezione Saluzzo, Savigliano e Fossano Onlus.

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