| mercoledì 01 settembre 2010, 18:40
Quattro italiani bloccati in albergo a Maputo, in Mozambico. Tra loro la fossanese Ivana Borsotto
Agitazioni in città per l'aumento dei prezzi. Almeno 6 i morti. Il personale dell'albergo ha consigliato agli operatori umanitari di non abbandonare l'albergo
C'è anche la fossanese Ivana Borsotto tra i quattro operatori italiani di ProgettoMondo Mlal, una Ong di Verona, bloccati a Maputo, la capitale del Mozambico che da stamattina è paralizzata da uno sciopero generale sfociato in disordini e scontri tra manifestanti e polizia. Ne ha dato notizia la stessa organizzazione con un comunicato. Al momento sarebbe di almeno 6 morti, tra cui due bambini, e decine di feriti, il bilancio di disordini.
La Borsotto è bloccata all'interno dell'albergo Turismo, in pieno centro, assieme al vicentino Valentino Piazza, direttore di ProgettoMondo Mlal (Movimento laici America Latina), al veronese Cristiano Bolzoni e a Luisa Casonato di Rovereto (Trento). Il personale dell'albergo, in via precauzionale, consiglia di non uscire dall'edificio a causa della situazione troppo caotica.
Ivana Borsotto, 44 anni, è la vice presidente nazionale di questo movimento che, negli anni, ha rivolto la sua attenzione anche ad altre aree del mondo, oltre all'America Latina. L'Ong è presente in Mozambico dal 1998. La sede regionale dell'associazione si trova proprio nella città degli Acaja. La Borsotto, molto nota a Fossano, è stata dirigente della Multiservizi, ha fatto parte del cda del Consorzio Monviso Solidale e da fine giugno è presidente del Consorzio stesso, su proposta del sindaco Francesco Balocco, che ha voluto lei come nuova presidente al posto del dimissionario Silvio Crudo. Una donna, quindi, stimata e apprezzata, con grande esperienza nel mondo del sociale e dei servizi.
Al momento non si conoscono altri dettagli sulla vicenda. Ci sono solo alcune dichiarazioni di uno dei quattro italiani bloccati a Maputo. ''Alle prime ore del mattino - ha detto infatti Bolzoni, responsabile dell'area Mozambico di ProgettoMondo Mlal - la città sembrava avviata verso una normale giornata di lavoro. I negozi avevano aperto e le persone iniziavano a circolare numerose per le strade. Intorno alle 8 all'improvviso la situazione è cambiata: tutte le attività commerciali hanno chiuso e le persone per strada sono rapidamente sparite. Le auto in circolazione sono via via diminuite, dei taxi neanche l'ombra e a noi è stato consigliato di non uscire dall'albergo''.
La gente è insorta contro l'aumento del prezzo del pane e del riso, del combustibile e il previsto aumento del costo dei mezzi di trasporto pubblico. Il governo ha lanciato appelli televisivi perché lo sciopero torni ad essere pacifico e l'ordine pubblico venga ristabilito. Gruppi di giovani armati di pietre e agenti di polizia e delle forze di intervento rapido si stanno affrontando da ore in molti quartieri della città. Al momento nessuno dei quattro italiani sarebbe in pericolo, ma la tensione a Maputo resta alta e potrebbe contagiare anche altre città.
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Barbara Simonelli