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AL DIRETTORE | giovedì 02 settembre 2010, 08:00

Mauro Calderoni assessore comunale di Saluzzo: “Cota contro gli agricoltori?”

Sul fotovoltaico il 4 agosto e giunta la moratoria regionale voluta dal nuovo presidente della regione che non piace all’amministratore saluzzese

L'assessore saluzzese Mauro Calderoni

Egregio Direttore,

qualche mese fa, nel pieno della bufera fotovoltaico, le chiesi spazio per spiegare la strategia del Comune di Saluzzo sulla questione. Infatti, pur condividendo e sostenendo la necessità che si sviluppi una coscienza ambientale diffusa, non negavamo però che alcune ricadute di questo grande movimento di opinione non fossero del tutto condivisibili. Credevamo e crediamo ancora che sia indispensabile un bilanciamento tra la generale spinta verso la green economy e la necessaria tutela del paesaggio e delle colture tradizionali e di qualità.

Auspicavamo insomma una modifica ad una normativa ideata per la promozione della produzione di energia pulita attraverso un sistema di incentivi a cui il legislatore non ha fatto seguire interventi di mitigazione dell’impatto sull’ambiente circostante, mettendo così in seria difficoltà le comunità locali esposte ad una progressiva perdita di grandi valori paesaggistici ed al rischio della decadenza delle regole democratiche sotto la spinta di forti interessi economici.

A Saluzzo abbiamo detto no a tali impianti in area agricola, con l’esclusione di quelli per autoconsumo col limite di occupazione del 5% della superficie aziendale per una massimo di 3.000 mq (cioè i 200 kw che per legge rientrano nel reddito agricolo), sul presupposto che il dlgs 387/2003 contempera il grande interesse per l’energia pulita con la tutela del paesaggio ed il rispetto dell’equilibrio ambientale e dell’indotto economico del settore primario. Abbiamo poi previsto delle deroghe per superare le rigidità di questa impostazione ispirandoci ai criteri elaborati dalla giunta Bresso nel 2009, i cosiddetti criteri E.R.A. (esclusione, repulsione, attrazione).

Insomma, al di là delle polemiche, siamo stati dalla parte delle aziende e degli imprenditori agricoli che intendevano gli impianti fotovoltaici come sostegno alle proprie attività tradizionali e contro le speculazioni ed i grandi gruppi dell’energia che invece deturpano il nostro territorio per intascare l’incentivo governativo con grandi impianti spesso mal inseriti nel paesaggio circostante.

Ora la doccia fredda. Il 4 agosto, in piena pausa estiva, giunge come improvvisa la moratoria regionale voluta dal nuovo presidente Cota. Uno stop generalizzato per tutti gli impianti a terra con l’esclusione di quelli che richiedano la Valutazione di Impatto Ambientale. Il risultato paradossale è che gli agricoltori che intendevano realizzare piccoli impianti a servizio delle loro aziende  ora sono bloccati, mentre quelli grandi di potenza superiore al Mega Watt sono fatti salvi.

Un fulmine a ciel sereno. Una regola eccessivamente rigida, non dotata di elementi di valutazione. Una soluzione che premia le imprese dell’energia e penalizza gli agricoltori dei nostri territori. Credo si debba modificare la delibera. Credo si debba rimediare!

Mauro Calderoni

Ass. Governo del Territorio - Saluzzo

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