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SCUOLE E CORSI | sabato 04 settembre 2010, 11:10

Varengo, segretario provinciale Cisl Scuola: "Preoccupanti le parole del Ministro Gelmini"

Il segretario ha commentato il discorso del Ministro in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno scolastico

Attilio Varengo

In occasione dell’inaugurazione del nuovo anno scolastico, il Ministro Gelmini è tornato a trattare di quella che dovrebbe essere anche la 'sua' scuola. E, come sovente Le capita, lo ha fatto con toni che stupiscono, quasi stesse trattando di un argomento che sfugge alla Sua competenza.

Non possono che destare perplessità, infatti, alcuni termini cui fa abitualmente ricorso: un esempio per tutti, i 'diplomifici'. Lascia ancora più perplessi la sufficienza con la quale dimentica di trattare temi come la riduzione del tempo scuola, il sovraffollamento delle aule, il peggioramento dell’offerta formativa, la riduzione dei servizi da più parte lamentati. Preoccupante anche l’apparente serenità con cui sostiene che 700.000 docenti sono più che sufficienti a garantire il bisogno di insegnamento del Paese (sulla base di quali studi, di quali ricerche non ci è dato sapere) ed il cinismo con cui affronta la piaga del precariato della scuola affermando che “nessun Governo potrebbe assumere tutti i lavoratori precari”.

Da tempo la Cisl Scuola di Cuneo sostiene che la scuola non può essere ridotta a mero calcolo economico ma deve essere leva essenziale per lo sviluppo e che le risorse destinate all’istruzione non rappresentano una spesa ma piuttosto un investimento. Il Ministro dovrebbe poi smettere di sostenere che il 97% della spesa per l’istruzione se ne va in stipendi: tutto dipende dalla quantità di risorse destinate alla scuola pubblica, che in Italia è molto inferiore che nel resto del Mondo sviluppato. Più volte abbiamo sollecitato, come Cisl Scuola, incontri che potessero davvero produrre razionalità e non tagli feroci. Ricordiamo anche al Ministro che attraverso la L.133/08 si è messo in atto il più grande licenziamento pubblico degli ultimi anni: 90.000 persone (altre 45.000 il prossimo anno) non hanno avuto rinnovato un contratto dopo anni di precariato durante i quali, lo ricordi l’Onorevole Ministro, hanno consentito un regolare funzionamento alla nostra Scuola Pubblica.

Per la Provincia di Cuneo, a fronte di circa 230 pensionamenti (alcuni con la formula del part-time + pensione) si sono registrati circa 390 tagli di cui oltre 240 docenti ed il resto (140/150) ATA. Confermiamo la nostra sincera solidarietà ed il nostro impegno a tutti i precari, docenti ed ATA, in particolare a quelli di Cuneo e del Piemonte che in questi giorni, proprio a causa della seconda tranche di tagli imposta dalla L.133/08 sono senza occupazione.

Per parte nostra continueremo senza riserve la nostra forte e determinata azione di lotta sindacale, di contrasto ad una miope ed insensata politica di tagli, che non tiene minimamente conto dei diritti di migliaia di lavoratori che in questi lunghi anni, a fronte di enormi sacrifici e costi economici pesanti, hanno garantito un lodevole servizio alla scuola pubblica.

Il segretario provinciale Cisl Scuola Cuneo Attilio Varengo

 

c.s.

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