ATTUALITÀ | sabato 04 febbraio 2012 19:28

ATTUALITÀ | lunedì 06 settembre 2010, 09:10

A Neive il Convegno internazionale "Prima della vendemmia": innovazione e promozione per combattere la crisi del vino

A confronto i maggiori esperti del settore. L'enologo Giovanni Cordero: "Il mercato è cambiato, serve un prodotto fresco, con meno alcool".

I relatori del convegno di Neive

Manca poco alla vendemmia 2010, timidamente avviata con qualche raccolta di uva Chardonnay e a Neive si è parlato di vino all’interno del VII° Convegno Internazionale "Prima della Vendemmia". L’incontro, sabato 4 settembre scorso. All’interno dell’Auditorium San Giuseppe numerose personalità del mondo politico istituzionale ed esperti del settore enogastronomico a discutere di  mercati, crisi economica, etilometro, globalizzazione, prezzi, competitività, professionalità, innovazione, promozione relativi ad uno dei settori fondamentali dell’economia piemontese.

Per il 2010, “le previsioni non sono proprio rosee e l’annata è difficile”, sostiene Gianfranco Cordero.  L’Enologo pronostica: “Le posizioni Suri avranno una qualità molto buona. Nelle posizioni un po’ più basse dove la vigna non doveva essere neanche impiantata ci sono dei problemi di marciume”.  Per quanto riguarda il prodotto vino, Cordero dichiara: “In questo momento il mercato ci chiede un prodotto giovane, fresco, fruttato, un vino con meno alcool, un vino per tutti i giorni che non superi i 12°, 12.5° gradi”. Poi, spiega: “E’ una questione di prezzo. Un vino invecchiato in barrique comporta dei costi supplementari. In questo periodo serve un vino giovane per avere un costo più competitivo sul mercato”.

L’enologo parla anche dell’impatto della globalizzazione sul settore: “Sui mercati asiatici e scandinavi la globalizzazione ha portato vini da tutto il mondo, freschi fatti in zone viticole relativamente giovani come Australia e Sud Africa dove non ci sono le regolamentazioni italiane con costi molto più bassi. Questo anche perché hanno meno vincoli burocratici, grosso problema del comparto. La burocrazia ci impedisce di essere più competitivi sul mercato”, afferma Cordero. Sul cappio della burocrazia risponde il presidente di Coldiretti Alba, Federico Vacca: “Ce ne stiamo occupando, ma serve uno sforzo delle istituzioni per creare sinergia e semplificazione vera”.

Crisi economica, etilometro, globalizzazione e le vendite calano ma non quelle del dolce vino "Moscato". Secondo il presidente dell'Enoteca Regionale "Colline del Moscato", Valter Bera, quest’anno le bottiglie sono già finite e le cantine non hanno più nulla da spedire. Mentre c’è un calo al 16% delle giacenze di Barolo 2005 e al 22% di Barbaresco 2006: a portare i dati, Andrea Ferrero, direttore del Consorzio del Barolo e del Barbaresco.

Quella delle giacenze dei vini Barolo e Barbaresco è una situazione definita "perfetta" dal presidente dell’Enoteca Regionale del Barbaresco: per Giancarlo Montaldo, Barolo e Barbaresco oggi hanno più giacenze rispetto al passato: "Meno male, perché altrimenti nelle cantine dei produttori si trova solo un’annata. Bisogna trovarne almeno tre o quattro", sostiene Montaldo. Il presidente affronta anche il discorso denominazioni: “Siamo più fortunati rispetto ad altri prodotti, perché abbiamo avuto il coraggio di cancellare il nome del vitigno, lasciando sull’etichetta solo Barolo, Barbaresco, Roero, etc. Se ti chiami Barbera D’Alba, Barbera D’Asti, Barbera Piemonte, il consumatore fa sempre il paragone con il livello più basso”. Per quanto riguarda le strategie per uscire dalla crisi economica in atto, Montaldo non ha dubbi: “Bisogna avere il coraggio di guardare avanti, investire e tirar fuori idee nuove, sempre nell’ottica di creare un circuito virtuoso tra le istituzioni, i produttori, i consumatori finali ed il mondo dell’informazione”.

Per il professore alla Facltà di Agraria presso l'Università di Torino, Vincenzo Gerbi, "è fondamentale far crescere la professionalità dell’operatore di filiera e l’innovazione. Come Regione Piemonte produciamo al 95% vini tradizionali tipici piemontesi che sul mercato nazionale ed internazionale trovano poca imitabilità”.

Infine, la promessa dell’assessore al Bilancio della Regione Piemonte, Giovanna Quaglia: “La Regione continuerà a dare il suo contributo per aiutare questo settore, non solo parte economica, ma anche cuore di questa regione”.



Gisella Divino

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