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| martedì 07 settembre 2010, 16:35

Senza colpe e senza volto gli autori della manomissione dell’ascensore inclinato di Cuneo

Dopo 14 mesi i 3 hacker ‘burloni’ a processo a Torino, intanto il Comune di Cuneo non si è costituito parte civile

L'ingresso all'acensore panoramico

Il primo e unico danneggiato dalla trasmissione del filmato pornografico nel totem dell’ascensore inclinato (giugno 2009), ovvero il comune di Cuneo, non si è costituito parte civile al processo penale che si svolge a Torino. Il tribunale del capoluogo regionale è infatti l’unico che tratta i reati di utilizzo improprio di apparecchiatura pubblica e proiezione in pubblico di filmati pornografici. Nel luglio 2009, dopo dieci giorni dal fattaccio, i responsabili venivano individuati, ma i loro nomi e generalità ancora oggi restano top secret. La polizia municipale aveva individuato i 3 ‘burloni’ trentenni cuneesi grazie ai filmati delle telecamere situate nei pressi dell’ascensore. “Ad oggi – afferma a targatocn Guido Lerda, assessore alla Mobilità del comune di Cuneo – non abbiamo ricevuto comunicazioni dal tribunale di Torino su eventuali provvedimenti quindi è possibile che si sia ancora ad una situazione di stallo. Il procedimento va avanti d’ufficio. Noi, come comune, non ci siamo costituiti parte civile”.

Francesca Aimo

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