ATTUALITÀ | mercoledì 08 settembre 2010, 15:30
Il Comune di Bra presente alla cerimonia dei tre concittadini trucidati dai nazisti
A Carignano, nel torinese, si sono ricordati Leonardo Cocito, Marco Lamberti e Giorgio Porello, che insieme ad altre 5 persone furono impiccati. Morirono al grido di "Viva l'Italia!"
66 anni fa venivano trucidate dai nazisti, mediante impiccagione, 8 persone, tra le quali tre braidesi: il professor Leonardo Cocito, il meccanico Marco Lamberti e lo studente di chimica Giorgio Porello. In loro memoria, ma anche delle altre vittime, Antonio Cossu, Liberale De Zardo, Guido Portigliatti, Pietro Mancuso, Giorgio Brugo, il presidente del consiglio comunale Fabio Bailo è intervenuto a Carignano, nel torinese, portando gli omaggi di tutta la comunità braidese.
Erano le 10 del 7 settembre 1944 quando in località Virle i nazisti issarono una forca dalla quale pendevano otto nodi scorsoi. Uno dopo l’altro i condannati furono fatti salire su un tavolo che immediatamente dopo veniva tolto loro sotto i piedi. In poco più di un'ora la mattanza era compiuta, ma i cadaveri rimasero esposti a penzoloni sino a sera perché tutti vedessero. Senza dubbio il condannato più famoso era Leonardo Cocito, che era stato professore di lettere al liceo di Alba avendo come amico e collega il filosofo Pietro Chiodi e come allievo, tra gli altri, Beppe Fenoglio, che ricorderà entrambi i docenti trasfigurandoli nei personaggi di Corradi e Monti nel film “Il partigiano Johnny.”
Quando fu reso noto l’armistizio, l’8 settembre 1943, Cocito si trovava presso la caserma di fanteria di Alba. Il giorno successivo, il 9 settembre, mentre i quasi duemila uomini della caserma furono presi in ostaggio da un pugno di tedeschi, Cocito usciva dall'accerchiamento su un camioncino stipato di armi poi servite per organizzare la resistenza. A partire da quella data fu infatti uno dei primi e principali organizzatori della resistenza roerina muovendosi tra Santa Vittoria d’Alba e Monticello d'Alba, ma a metà agosto 1944 fu catturato dai fascisti del presidio Muti di Alba durante una falsa tregua. Con lui furono catturati anche Marco Lamberti, Chiodi e altri appartenenti alla resistenza e portati tutti alle carceri nuove a Torino. Mentre Chiodi fu inviato in campo di concentramento, Cocito, Marco Lamberti, Giorgio Porello e alcuni altri furono consegnati ai tedeschi che li impiccarono poco dopo, il 7 settembre, a Carignano.
Prima di essere ucciso, alle 10,25 precise di quella tragica mattina, Cocito declinò le sue generalità con voce tonante: “Tenente Cocito Leonardo fu Giuseppe e di Nardi Albina, coniugato, nato a Genova il 9 gennaio 1914, residente a Bra, via Vittorio Emanuele n. 145. Viva l'Italia!”. Con un "Viva l'Italia!" presero congedo dalla vita anche gli altri due braidesi, Marco Lamberti e Giorgio Porello.




Claudio Fissore