AGRICOLTURA | sabato 04 febbraio 2012 19:18

AGRICOLTURA | venerdì 10 settembre 2010, 10:30

Cia Cuneo: costituito il Gruppo di interesse economico frutticolo

Il nuovo gruppo di interesse economico frutticolo

A Fossano, presenti i presidenti delle Cia zonali di Cuneo, Fossano e Saluzzo si è costituito il Gruppo di Interesse economico frutticolo cuneese. Lo compongono 15 produttori e tecnici, espressione delle realtà frutticole della provincia Granda. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sull’andamento della stagione frutticola con valutazioni sia sui risultati delle produzioni terminate (susine, albicocche, pesche e nettarine) sia su quelle imminenti (pere, mele, kiwi). “ E’ stata un’utile prima occasione – dichiara Livio Pautassi, frutticoltore di Centallo nominato coordinatore del gruppo – per una riflessione sull’andamento commerciale del settore, sulla sua evoluzione organizzativa e tecnica. Relativamente all’aspetto economico si è evidenziato che il risultato, anche quest’anno, non paga l’alta professionalità, l’impegno per il rispetto ambientale, la sicurezza alimentare che caratterizza il lavoro del frutticoltore cuneese. Molti altri attori della filiera, Grande Distribuzione in primo luogo ma anche intermediazione e commercio, beneficiano di risultati economici di gran lunga superiori a quelli conseguiti dai produttori obbligati a fare da spettatori impotenti dell’andamento del mercato”. “Occorre comprendere quanto i produttori siano disposti a cambiare per non vedere più progressivamente diminuire la loro redditività-  ha rilevato Monica Cerva, responsabile Cia zona di pianura. Cambiare è una necessità inderogabile per modificare il modo di organizzarsi al momento della vendita”. E’ stato questo il punto che ha caratterizzato il ricco dibattito dei partecipanti.

Non è più possibile, pena la sopravvivenza delle aziende – hanno ribadito tutti - rimanere legati ad un modello organizzato che ha finito con il trasformare i frutticoltori, proprietari degli impianti, in veri e propri “soccidanti” dell’intermediazione, alla quale ci siamo legati mani e piedi, dal momento della scelta delle specie e cultivar, allo stesso acquisto delle piante, perfino alla forma di allevamento per non parlare del momento della raccolta (fornitura cassoni e periodo di lavoro) e della cessione del prodotto”. “Gli strumenti che sono nati di recente, in primis l’Osservatorio regionale del settore – hanno evidenziato i presidenti zonali Cia Aurelio Damiano, Silvestro Renato e Bruno Payrone – pur utili per avere una maggior conoscenza dell’intera filiera frutticola, sono troppo spostati verso la parte finale del processo (commercializzazione e distribuzione) minimizzando il ruolo della produzione, dei suoi costi e della insufficiente remunerazione”. Il Gruppo ha concordato incontri periodici per valutare, con la dirigenza della Cia, di volta in volta i problemi del settore.   

C. S.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore