| sabato 09 ottobre 2010, 10:53
A Verzuolo non si arrendono i dipendenti CDM
Amarezza tra gli operai e qualche recriminazione perché la sensazione è "che si poteva fare di più"
L'intervento della Provincia e della regione Piemonte e l'azione della Cgil garantiscono stabilità economica al lavoratori dell’ex cartiera CDM di Verzuolo fino a fine anno, e poi? Ora i circa 40 dipendenti in cassa in deroga percepiscono 740 euro circa al mese e dopo quasi un anno di presidio si sentono dire: “Dovete andare a scuola“ e continuano a non veder realizzato il sogno di trovare un acquirente per la fabbrica nella quale hanno trascorso un’intera vita. Tra meno di due mesi inoltre la cassa in deroga scadrà e rimarranno sospese troppe situazioni circa ammortizzatori sociali, liquidazione, tredicesima e fondo pensionistico. Ma rimarranno anche persone che “Avrebbero potuto fare di più o comportarsi meglio”. Si intende la proprietà del gruppo cartario, il liquidatore e quanti potevano pressare per anticipare la sentenza del Tribunale di Lucca prevista per aprile 2011, troppo tardi per gli operai della CDM. Ma forse anche un maggiore impegno per rendere più appetibile il sito produttivo verzuolese avrebbe rincuorato i lavoratori che invece hanno visto, il 30 settembre, scadere e andare a vuoto il bando per l'acquisto della cartiera locale.
“Ad oggi abbiamo fatto i colloqui al centro per l’impiego e da fine ottobre andremo a scuola con la speranza di essere, poi, ricollocati” spiega a targatocn.it Valerio Chiapello delegato CGIL. “Certo noi siamo tanto delusi. Alle spalle abbiamo tante cose non dette e un grande peso. Figuriamoci se ci può essere entusiasmo ad andare a scuola, noi che abbiamo passato una vita in fabbrica”. Ora i dipendenti CDM continuano ad attendere, un’attesa quasi teatrale e amarissima. “Nessuno ci dice niente. C’è il buio totale sul TFR e le tredicesime del 2009. Non ci accontentiamo di conoscere il nostro futuro fino a dicembre” continua Chiapello. “Ultima ciliegina sulla torta: abbiamo presidiato 9 mesi il materiale custodito in ditta a Verzuolo, poi il curatore fallimentare l’ha venduto, ma noi i soldi non li abbiamo visti”.
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F. A.