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Che tempo fa

| 14 gennaio 2011, 10:56

Il poster della Provincia non è razzista, descrive solamente fatti storici

Ci scrive Daniele: "Mi pare un modo per sollevare un inutile polverone"

Il poster della Provincia non è razzista, descrive solamente fatti storici

Spett. Direttore,

“ A storm in a Glass” è un espressione anglofona che si usa per definire coloro che ne  fanno una questione capitale una cosa di poco conto, ed è quello che mi sono detto leggendo la richiesta di ritiro immediato del “poster” didattico “Storia illustrata della provincia di Cuneo”; considerato di stampo razzistico da parte dei Professori Favole e Bona di Torino, in quanto nel suddetto poster non ci vedo nulla di fazioso o razzistico. Mi pare un modo per sollevare un inutile polverone e sconveniente nel merito usare troppo facilmente la parola razzismo, quando essa non c’entra nulla in questo contesto, ma si descrivono solamente fatti storici.

Non sono un esperto o professore di storia, ma quello che so è che: Saraceni è il termine col quale, in contesto medievale cristiano, si usavano chiamare i musulmani provenienti dal Nordafrica o, addirittura, dalle più lontane contrade del Mashriq. Quindi la parentesi (islamici) serve solamente a spiegare l’etimologia del nome,  e non ha istigare l’odio verso i musulmani come sostengono i due professori.

Altra considerazione, la frase: "… e, peggiori di altri, dei Saraceni (islamici) trovano rimedio nella diffusione del cristianesimo”  non si tratta di istigazione al razzismo o insulto verso la comunità mussulmana (di cui ho profondo rispetto), ma di Una Costatazione storica, in quanto i saraceni erano particolarmente violenti e feroci. E’ Ben noto che bande di saraceni facevano scorrerie lungo le coste e zone adiacenti al loro punto di sbarco in Provenza (fino a Marsiglia, Tolone e Nizza) e verso l'entroterra, spingendosi fino alle Alpi e alla pianura piemontese, dove assalivano le carovane di pellegrini e di mercanti che transitavano.

A Frassineto accorsero presto tutti i banditi che non avevano altrove sicurezza alcuna e per circa un secolo i saraceni (fra le cui file v'erano quindi anche cristiani) effettuarono saccheggi e devastazioni. Tra coloro che vengono individuati come parte offesa , nella lettera dei due professori, ci sono I Laici, che non devono sentirsi offesi, ma devono capire  che l’identità della nostra nazione  è cristiana e i simboli del cristianesimo non devono essere cancellati: ci hanno già provato con il crocifisso, ora con la storia?

Cordiali Saluti

Daniele Saredi

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