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Attualità | 26 gennaio 2011, 15:00

La Granda celebra la Giornata della Memoria attraverso teatro, cinema e letteratura

In molte località verranno proiettati film quali La Vita è bella o Train de vie. A Bra un cumulo di vecchie scarpe ricorderà l'orrore dei campi di concentramento

Un'immagine tratta dal fil di Roberto benigni "La vita è bella"

Un'immagine tratta dal fil di Roberto benigni "La vita è bella"

Il 27 gennaio è il giorno della Memoria. Questa ricorrenza fu istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata di commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. "La Repubblica italiana - si legge nell'articolo 1 della legge - riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, 'Giorno della Memoria', al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati"

In tutta la Provincia, che si è sempre distinta per il suo antifascismo e che vanta diverse città insignite della Medaglia d'oro al valor Militare e alla resistenza, sono davvero tante le iniziative per commemorare questa giornata così significativa per la nostra storia recente.

Partiamo dalla città di Cuneo dove, al posto del consueto Concerto della Memoria, il 27 gennaio, al teatro Toselli, alle 21, si potrà assistere alla messinscena dello spettacolo teatrale "Il prete giusto", tratto dall'omonimo libro di Nuto Revelli del Progetto Cantoregi-La fabbrica delle idee. A Beinette, alle 21, presso il Teatro Parrocchiale in piazza Umberto I verrà proiettato il film-documentario di Andrè Waksman “1943. Il tempo di una tregua” che illustra la storia di circa 2000 ebrei che, per poco tempo, trovarono rifugio nel piccolo paese montano di Saint Martin de Vésubie sotto la protezione dei militari italiani.

A Barge, proiezione, alle 9, del film "La vita è bella" nel Salone "Geymonat" della Biblioteca "Ginotta". Il film affronta i temi della deportazione nei campi di concentramento e dell'Olocausto in maniera assai delicata. La pellicola vinse 3 Premi Oscar nel 1998, per il miglior attore (Benigni), per la miglior colonna sonora per film drammatico (Nicola Piovani) e come miglior film straniero, e fu insignito, nello stesso anno, del Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes. Spettatori della proiezione saranno i ragazzi delle classi 3^ della Scuola Secondaria di I grado di Barge, nell'ambito del Progetto Lettura promosso dalla Biblioteca "Ginotta"e dall'Istituto Comprensivo.

A Savigliano, alle 21, presso Sala Crosà Neira in piazza Misericordia, conferenza e proiezione del documentario a cura dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo. Numerose altre iniziative sono rivolte a favore degli studenti degli Istituti Scolastici cittadini. In occasione di questa giornata, la Compagnia del Buon Cammino, organizzerà un incontro di riflessione, in collaborazione con il Comune di Saluzzo, ripercorrendo, guidati da Mariella Carena e Sandro Capellaro dell’Associazione “Giorgio Biandrata“ le strade che ricordano gli Ebrei Saluzzesi. Programma: alle 18.30 Municipio di Saluzzo – ritrovo dei partecipanti ed inizio del Trek della memoria per le vie ed i vicoli di Saluzzo sulle “Traccie del ricordo“ collocate davanti agli usci dove abitavano i 21 ebrei residenti a Saluzzo poi sterminati ad Auschwitz. Ore 19.30 termine della commemorazione. Inoltre, presso la Sinagoga, in via Deportati Ebrei, 10 alle 10, cerimonia ufficiale con letture a cura degli studenti del Liceo Soleri di Saluzzo. A seguire visita del Cimitero ebraico.

A Boves, la giornata sarà dedicata alle Scuole Medie cittadine, con proiezione di film-documentario di Waksman “1943, il tempo di una tregua”. Inoltre, esposizione fotografica intitolata “L’omo-causto” (sulle persecuzioni naziste agli omosessuali) al Borelli, visitabile dalle 17 alle 19. A Caramagna Piemonte sarà la proiezione del film "Il bambino con il pigiama a righe" che celebrerà la "Giornata della Memoria". Sono previsti due spettacoli, entrambi gratuiti, il mattino per le scuole medie e la sera, alle 21, per tutti i cittadini, nel Cinema teatro di piazza Boetti. Il film narra la storia di due bambini, Bruno figlio di un ufficiale nazista e Shmuel imprigionato in un campo di sterminio, del loro incontro e del loro destino comune. Un'altra proiezione molto significativa a Costigliole Saluzzo dove, nel salone parrocchiale, si potrà riflettere sull'Olocausto attraverso “Train de vie”, il celebre film di Radu Mihaileanu, che contese a “La vita è bella” di Benigni l’Oscar quale miglior film straniero. “Se Hitler fosse vivo e vedesse tutti i programmi tv cupi e noiosi sulla Shoah e sentisse tutti i pianti e i lamenti degli ebrei sarebbe felice. L’unica cosa con la quale possiamo umiliare i gerarchi nazisti, che sono ancora vivi in Sudamerica, e farli imbestialire, è mostrar loro che siamo vivi, che non ci hanno distrutti, che il nostro umorismo non è stato cancellato dalle loro barbarie”. Così ebbe a dire il regista parlando della sua opera.

Ad Alba, alle 11, nel salone polifunzionale dell’Istituto “Leonardo da Vinci” (con ingresso da piazza Garibaldi, 7) si terrà: “Diversamente uguali”, presentazione di percorsi e riflessioni sull’integrazione e sul superamento del pregiudizio all’origine di ogni razzismo e discriminazione, a cura degli studenti dell’Istituto “Leonardo da Vinci”. A Piasco, presso l’auditorium del museo dell’arpa Victor Salvi, saranno presentati due libri inerenti ad eventi dell’ultimo conflitto mondiale. A partire dalla deportazione di militari italiani in Germania, all’antifascismo cuneese e conseguente periodo della Resistenza. L’evento nasce da una collaborazione fra la Commissione Cultura del Comune di Piasco e il museo dell’arpa Victor Salvi che si ringrazia per la disponibilità dei locali. I due autori presenteranno i loro lavori:  “Il giardiniere” di Cinzia Degiovanni “Elementi pericolosi - Antifascismo cuneese 1922/1943” di Livio Berardo. Gli intereventi saranno moderati dal professor Guido Monge e alternati da brani musicali per arpa.

Fossano si terrà un’iniziativa proposta da “La Corte dei Folli” con il patrocinio della Città di Fossano. Alle 18, in piazzetta Manfredi, verranno letti alcuni passi tratti dal libro “Fratture” di Irit Amiel. Si tratta di un’iniziativa nazionale promossa dalla “Compagnia dell’Attimo” di Rovereto cui hanno aderito numerose compagnie a livello nazionale. L'evento si svolgerà in più di 50 cttà italiane. Le voci della Corte dei Folli saranno accompagnate dalle musiche scelte e coordinate da Maria Teresa Milano. La stessa lettura verrà proposta a Mondovì, con l'Associazione "Servi di Scena": alle 18, leggerà presso la Libreria Ipercoop di Mondovicino e in piazza Cesare Battisti - angolo via Meridiana

A Bra, attraverso un cumulo di vecchie scarpe, si riprodurranno i magazzini dell'orrore nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Durante l'intera giornata, nella centralissima piazza Caduti per la libertà, si svolgerà una maratona di lettura di “Se questo è un uomo” di Primo Levi, uno dei più crudi documenti di denuncia delle sofferenze patite dai deportati durante il conflitto. Dalle nove del mattino sino alle 21, prima della cerimonia di commemorazione ufficiale che vedrà presenti numerose autorità, centinaia di studenti e cittadini si alterneranno alla lettura, in un momento che vuole risvegliare la memoria collettiva sui tragici fatti accaduti in Europa negli anni Quaranta del secolo scorso. Ognuno dei lettori, ma potrà farlo chiunque, è stato invitato a lasciare, simbolicamente, una vecchia scarpa nel cumulo, per creare, alla fine della maratona di lettura, una testimonianza visiva che rimarrà a disposizione del pubblico per alcuni giorni.

A Caraglio, presso il Teatro Civico, alle 21, spettacolo tratto dal romanzo omonimo di Marco Bosonetto (pubblicato da Baldini & Castoldi nel 2000) ed adattato per il teatro dallo stesso autore, lo spettacolo Nonno Rosenstein nega tutto, con il quale l'autore ribadisce la necessità di non dimenticare il male assoluto della Shoah, ma lo fa utilizzando una prospettiva inconsueta. Tra  i sommersi e i salvati dell’olocausto, nonno Rosenstein è un curioso esempio di randagia e irrazionale serenità. Nonostante tutto quello che ha passato, nulla può fermare la sua privata diaspora, non la consorte amorevole, non la figlia né il dissenso dei parenti. Parte con il suo clarinetto a suonare dovunque lo chiamino, e i suoi improvvisi ritorni riempiono le instabili presenze di clamori e disagi, che finiranno per emarginarlo dalla famiglia, dopo la separazione e la morte della moglie. Chi ricorda le sue gesta, tra lo stupore e l’insofferenza per l’imbarazzante clownesco parente, è la nipote Sara, bibliotecaria, timida e restia all’avventura. A lei, fin da piccola, il nonno era sempre parso una perniciosa vicinanza. E il suo rientro da un ennesimo ultimo viaggio sconvolge l’esistenza della giovane, perché scopre che costui sta scrivendo una sua sconvolgente verità secondo la quale la Shoah non sarebbe altro che un’invenzione degli ebrei e di un loro fantomatico Progetto di Resurrezione. Ma la molla che ha spinto l’anziano musicista ad asserzioni così aberranti non è che il desiderio di ingannare la memoria: come se l’intollerabilità dei ricordi, il segno indelebile dell’oltraggio non lasciassero spazio che al suicidio o alla cancellazione di quegli eventi. Inquietante, apparentemente scandaloso, la drammaturgia di Bosonetto affronta il tema con le armi di un caustico divertito grottesco, mentre i suoi protagonisti sembrano derivare dalla fantasia acre di Singer e dalle immagini di film come La vita è bella o Train de vie.    

 

r.g.

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