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| martedì 22 marzo 2011, 07:00

I dipendenti della CDM di Verzuolo: "Qualcuno vuole aiutarci a trovare delle risposte?"

I 40 lavoratori dell'azienda di Villanovetta attendono il mancato versamento delle mensilità di gennaio e febbraio a cui presto si aggiungerà marzo

Immagine di repertorio

Ancora una volta, dopo l'appello di fine novembre 2010, i dipendenti della CDM si rivolgono a targatocn.it per far risuonare più forte il grido di rabbia e dolore per il mancato pagamento della cassa integrazione in deroga. I 40 lavoratori dell'azienda di Villanovetta di Verzuolo attendono il mancato versamento delle mensilità di gennaio e febbraio a cui presto si aggiungerà marzo. "Che fine hanno fatto i nostri stipendi? Come mai sono di nuovo blocccati? E dove?" queste le domande principali che i dipendenti ci rivolgono dopo averle poste ai sindacati. "Sappiamo che sono stati sbloccati dalla Regione Piemonte. Come mai non arrivano sui nostri conti?". Tante e come troppo spesso accade, senza risposte immediate, le domande di Valerio Chiappello, ultimo RSU dell'azienda. "Siamo lasciati soli anche da chi oggi dovrebbe tutelarci più che mai. Sappiamo bene che qui ci sono poche soddisfazioni da prendere, ma mai più di adesso abbiamo bisogno di un'azione forte del sindacato e della camera del lavoro in particolar modo. Uscite dai vostri uffici e liberate le vostre agende per darci delle risposte".

Sono 40 le famiglie in bilico, tante al limite della sopravvivenza, alcune non riescono a pagare le bollette e sono rimaste senza riscaldamento. Dopo oltre 15 mesi di lotta per mantenere il sito e i corsi di riqualificazione seguiti, i lavoratori non solo non vedono prospettarsi l'ipotesi di un acquirente per la fabbrica e quindi di poter riprendere l'attività, ma si trovano a dover fare i conti con un concordato di cui non conoscono gli sviluppi, una sentenza attesa per il 19 aprile a Lucca che potrebbe aprire scenari ancor più gravi, una situazione di sbandamento sulla loro appartenenza contrattuale e la beffa alla quale assistono da mesi. "Qualcuno sta smontando i macchinari, non sappiamo dove li stiano portando, lo stabilimento sta diventando terra di nessuno. Inoltre sono passati anche i ladri di qua" afferma Chiappello. Proprio il comandante della compagnia carabinieri di Saluzzo Roberto Costanzo conferma i furti notturni messi a segno da ignoti: "Nelle ultime due settimane vi sono stati due episodi del genere. I ladri hanno portato via dei cavi elettrici".

"Rischiamo di perdere gli ammortizzatori, di poesia non viviamo e abbiamo anche noi le spese da sostenere. Chiediamo che chi può si muova per noi. Siamo delusi, arrabbiati ed esasperati" conclude Chiappello.

Francesca Aimo

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