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Al Direttore | martedì 04 ottobre 2011, 10:16

Spettacolo indecoroso i due cacciatori che sparano alla preda e poi la recuperano senza scendere dall'auto

Un lettore testimone dell'esperienza vissuta in quel di Cervere dove due uomini con le doppiette hanno braccato un fagiano stando comodamente seduti sulla macchina

Spettacolo indecoroso i due cacciatori che sparano alla preda e poi la recuperano senza scendere dall'auto

Egregio Direttore,

Sabato pomeriggio in quel di Cervere ho assistito ad una scena a dir poco allucinante. E`periodo di caccia e nella zona dove mi trovavo, la caccia seppur rigidamente regolamentata, è permessa. Sulla strada comunale che attravera la zona tipica della coltivazione dei Porri (vanto per il paese), discretamente frequentata da agricoltori, persone a passeggio, in bicicletta e a cavallo stava transitando una macchina di piccola cilindrata, perfettamente mimetizzata con l'ambiente, con due cacciatori a bordo anch'essi "imbardati" per l'occasione.

In un campo coltivato a foraggio, adiacente alla strada, si intravedeva un bel fagiano maschio, di quelli da allevamento che ha un autonomia di volo praticamente nulla. Come l'ho visto io, lo hanno anche visto i due guerrieri che armati di tutto punto si sono infilati nel campo, e si badi bene, senza scendere dalla macchina hanno tirato giù il finestrino, fatto fuoco e raggiunto il malcapitato fagiano che è passato dalle gabbie di allevamento direttamente in macchina... via finestrino. I due prodi infatti dopo averlo abbattuto, si sono avvicinati, hanno aperto leggermente la portiera dell'auto e senza scendere, comodamente da seduti, lo hanno caricato in macchina. Poi con una semplice manovra a circolo, nel campo coltivato, si sono re-imessi sulla strada e probabilmente sono andati a raccontare la loro memorabile impresa in qualche bar della zona.

Non sono a priori contro la caccia, non ne vedo alcuna utilità, ma mi attengo alla legge che ad oggi la permette. Però qualche dubbio mi sovviene. Tralasciando le gesta specifiche dei due personaggi che probabilmente andrebbero segnalati ai Servizi Sociali o a qualche buona Opera Pia tipo il Cottolengo; non dovrebbe essere in qualche modo fatta una selezione, un qualche tipo di formazione o controllo sull'attività venatoria e sopratutto sulle persone a cui è permesso prendere in mano un fucile ed utilizzarlo in questo modo?

Certamente mi verrà detto che è così, che la selezione è severa ed attenta, che i corsi di formazione sono ricchi e completi e così via... Ma nel caso specifico mi sembra evidente un fallimento piuttosto clamoroso di tal cultura venatoria. La scenetta tragicomica a cui ho assistito, inaccettabile da un punto di vista di educazione civica: nessun rispetto per la proprietà privata, nessun rispetto delle elementari norme di sicurezza, rende anche molto difficile sottoscrivere il motto di molti miei amici cacciatori che mi dicono: "vado a caccia per immergermi e vivere appieno i ritmi della natura". Tirare al fagiano comodamente seduto in macchina e` una versione piuttosto povera di un buon gioco alla playstation.

A questo punto mi chiedo: ha senso la caccia in questi termini? O è soltanto uno sfogo da frustrati, pericoloso e certamente dannoso per la comunità?

Cordialmente

A presto

xfelix

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