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Cronaca | mercoledì 09 novembre 2011, 08:57

Paesana: scavato un “fosso di guardia” per proteggere dall’alluvione alcune case sul Lungo Po

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Alcuni rii minori sono esondati, cosa che succede con cadenza ormai biblica lungo l’asta del Fiume e poi sono arrivati a minacciare alcune residenze

Il "fosso di guardia" scavato a valle di via Monviso a protezione di alcune abitazioni private

In gergo tecnico si chiamano ordinanze “contingibili ed urgenti”. Sono atti… di forza cui possono ricorrere i sindaci per mettere mano a particolari situazioni di emergenza, capaci di ledere la pubblica incolumità pubblica, anche su territori dove le competenze sono di altri e per operare sui quali, a questi “altri” bisognerebbe chiedere quantomeno permesso. Atti contro i quali si hanno 60 giorni di tempo per ricorrere al Tribunale Amministrativo, ma che per contro entrano in vigore immediatamente.

Domenica scorsa, di questa facoltà si era avvalso il sindaco di Crissolo, che aveva ordinato la chiusura della Provinciale 26 per il timore di nuovi smottamenti, dopo che sulla stessa si era appena abbattuta una frana di una ventina di metri cubi d’acqua, fango ed alberi.

Le intense precipitazioni metereologiche cadute su tutto il territorio comunale, domenica scorsa, hanno costretto a ricorrervi anche il sindaco di Paesana Mario Anselmo, per via dei tanti fenomeni alluvionali venutisi a creare lungo l’asta del Po, interessata dalla piena del fiume. In particolare, nella zona del concentrico compresa tra via Monviso ed il Po, lo straripamento di parecchi rii minori stava per interessare (ed inondare) i fabbricati residenziali della zona.

Il sindaco, ritenuto necessario di procedere alla realizzazione di un “fosso di guardia” al fine di convogliare le acque all’interno della vicina bealera, ne ha ordinato l’esecuzione urgente alla ditta Edilscavi (ritenuta in possesso di mezzi meccanici adeguati) con il fine delimitare i fenomeni di esondazione in atto nell’area residenziale a valle di via Monviso.

Curioso come l’Edilscavi si sia resa disponibile a realizzare i lavori, peraltro di modesta entità e che costituiscono “esclusivamente un primo intervento preordinato alla successiva messa in sicurezza dell’area”, sebbene questi verranno pagati solamente “quando” e soprattutto “se” arriverà il necessario contributo straordinario da parte di Governo, Regione o Provincia. L’ordinanza è stata trasmessa anche al Prefetto di Cuneo, alla Direzione Opere Pubbliche della Regione Piemonte ed alla Provincia di Cuneo. 

W.A.

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