AL DIRETTORE | martedì 22 novembre 2011, 11:31
Semplificazione o raddoppio dei costi? Il nuovo regolamento forestale lascia parecchi dubbi
Al Corpo Forestale dello Stato resterà solamente il controllo sanzionatorio, mentre la programmazione sarà compito della Regione
Riceviamo e pubblichiamo:
Parola d’ordine in Italia: tagliare le spese! Ma sarà vero? Questo scritto può apparire rivolto solamente alla categoria in estinzione dei boscaioli, ma in realtà coinvolge tutti noi. E’ stato recentemente pubblicato il nuovo regolamento forestale che fa seguito ad una legge emanata lo scorso anno. Non mi soffermerò a valutarne il contenuto intrinseco perché, a quanto pare, è ancora oggetto di ricorsi da parte del mondo ecologista: tant’è che a quattro mesi dalla sua pubblicazione nessuno, nemmeno chi l’ha emanato, è in grado di dare notizie certe.
Una cosa però, da esperto del settore balza all’occhio: il legno, l’unica materia prima rinnovabile presente sul nostro territorio - che ha dato lavoro a migliaia di persone in passato - è considerato oggi con una prevalente prospettiva ambientale. Di conseguenza i boschi di alto fusto, un tempo destinati al taglio ed al rinnovamento, finiscono nella maggior parte dei casi di cadere per vetustà, per agenti atmosferici o per malattie, senza che più nessuno se ne curi divenendo ricettacolo di rovi che crescono copiosi negli spazi liberi da alberature.
Solamente la pulizia dei boschi fino a mezzo ettaro, per lo più oggetto di piccoli appezzamenti di privati – a quanto pare - è favorita da questa nuova normativa perché la si potrà attuare senza alcuna formalità. Tutto il resto rimane nel limbo di interpretazioni ancora da chiarire.
Una cosa però appare certa dalla lettura del testo regolamentare. Il Corpo Forestale dello Stato la cui fondazione ed i cui compiti specifici sono alla base della propria esistenza, non ha più competenza nella materia boschiva se non limitata al controllo sanzionatorio. Sarà la Regione, con i suoi uffici situati presso le varie Province ad occuparsi di tutto. Quindi vi saranno due enti non necessariamente collegati tra loro: l’uno a programmare l’azione boschiva e l’altro a controllarla. Già questo doppione, di per se, è un costo che si poteva evitare.
Inutile dire che il Corpo Forestale ha sue caserme dislocate sul territorio e nelle valli e gli agenti sono sempre stati consulenti oltre che controllori delle azioni e delle istanze delle popolazioni locali, spesso poco inclini - queste ultime - al maneggio di complicate procedure cartacee o mediatiche. Inoltre le guardie forestali hanno sempre svolto un compito collaborativo e gratuito nei confronti dei Comuni nel caso di stime dei lotti o di procedure di rimboschimento, mentre invece queste attribuzioni dovranno essere svolte da tecnici esterni (e costosi) con progetti e piani di abbattimento specifici e dettagliati.
E’ da augurarsi che almeno la competenza sugli incendi boschivi rimanga prioritaria nei servizi del Corpo. Quindi, chi vorrà ancora procedere nell’ancestrale e duro lavoro del tagliaboschi, stando ad una prima lettura dei testi regionali (che a quanto pare potrà diventare ancor più vessatoria) sarà soggetto a complicate e costose procedure - spesso scoraggianti - da svolgere o presso gli uffici regionali delle Province o presso le (morenti?) Comunità Montane. Alla faccia della conclamata “semplificazione” e del rispetto del cittadino!
Intanto tutta l’organizzazione territoriale della Forestale sta a guardare indispettita con la probabilità che venga destinata ai “Servizi Ambientali” creando sovrapposizioni con le altre Forze dell’Ordine (Carabinieri, Finanza e Polizia di Stato), e le caserme di valle rimarranno inutili emblemi di uno Stato spendaccione e disorganizzato.
Marco Borgogno – Amici del Legno – Confartigianato Cuneo
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