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Cronaca | 01 dicembre 2011, 09:24

Le pesanti accuse di un operaio forestale della Regione al suo direttore dei lavori

Il funzionario della Regione Piemonte è accusato di peculato per aver indebitamente utilizzato alcuni dipendenti

Le pesanti accuse di un operaio forestale della Regione al suo direttore dei lavori

E’ stato un fiume in piena un operaio forestale durante la sua testimonianza nel processo, in corso a Cuneo, contro Gian Piero Peracchia, funzionario della Regione nel settore dei lavori di manutenzione, imputato per peculato. Secondo l’accusa, avrebbe indebitamente utilizzato alcuni dipendenti che fanno parte del personale della Regione Piemonte, costituitasi parte civile, per lavori che nulla avrebbero avuto a che fare con la normale attività lavorativa del personale stesso.

L’operaio ha raccontato di aver lavorato per lungo tempo nel poligono di tiro a Moiola di proprietà di Peracchia, sia in orario di lavoro che nel tempo libero su incarico dell’imputato, suo direttore dei lavori: “pensavo fosse un magazzino della Regione. Lì abbiamo fatto tutto noi forestali: casette in legno, recinzioni, alberi, aiuole”. Nel poligono l’uomo si era anche ferito ad un ginocchio, ma Peracchia gli disse di non denunciare l’infortunio “se lo fai ti denuncio, tanto io ho i soldi per pagare l’avvocato e tu no”. E poi altre accuse.

Taniche di gasolio destinate ai mezzi dei forestali finite nel garage dell’imputato; lavori di giardinaggio per privati (tra cui un altro funzionario della Regione) eseguiti a proprie spese nei sabati liberi; traffici di motoseghe e altri attrezzi della forestale. Almeno due colleghi, stufi dei soprusi del Peracchia, si sarebbero licenziati. Tutto questo ed altro ancora, nel racconto sofferto del teste.

Infine, l’episodio a seguito del quale l’operaio è stato accusato per calunnia. L’imputato nel febbraio 2011 gli aveva chiesto di ritrattare le accuse rese nel 2006 nel corso delle indagini. Gli aveva perciò dettato una lettera in duplice copia, una per la Regione e una per l’avvocato. Nella lettera “dicevo tutto il contrario di quello che ho detto qui stamattina”. Nella prossima udienza saranno ascoltati gli altri colleghi dell’operaio, che avevano anch’essi ritrattato.

Monica Bruna

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