| lunedì 12 dicembre 2011, 17:39
"Province non inutili, ma radicate sul territorio": così si esprime il consiglio provinciale
Martedì l'incontro con Roberto Cota in cui si proporrà una riduzione delle Province del Piemonte: da 8 passerebbero a 3
Con 19 voti favorevoli e 2 contrari, espressi dai consiglieri Fabio Di Stefano (IDv) e Erio Ambrosino (Pd), è stato approvato l'ordine del giorno dell'odierno Consiglio provinciale sul mantenimento del ruolo istituzionale della Provincia post D.L. 201/2011 art. 23. Dunque tutti d'accordo sull'esigenza di mantenere in vita le province che non sono enti inutili, ma profondamente radicati sul territorio. "Chi gestirebbe le migliaia di km di strade provinciali?" si è chiesto il consigliere Giovanni Negro Udc). "Che non passi il messaggio che siamo attaccati alle poltrone" ha detto Nizza: "Sarebbe meglio riordinare le regioni". Per Ambrosino "ridicolo convocare un consiglio monotematico su quest'argomento".
L'assessore Roberto Russo, reduce dalla riunione con l'UPI, ha tenuto a precisare che non si tratta "di una difesa corporativa dell'ente. Occorre una riforma delle istituzioni organica e non a spizzichi e bocconi". Pertanto, se nella manovra definitiva restasse lo stesso testo contenuto nell'art.23 del D.L.201, l'UPI impugnerà la norma di fronte alla Consulta. Nell'incontro dei presidenti delle province piemontesi, con il governatore del Piemonte Roberto Cota di martedì 13 dicembre, sarà avanzata una proposta di razionalizzazione delle attuali 8 province, con il passaggio a tre (Cuneo, Asti e Alessandria unite, e le restanti Vercelli, Biella ecc. in un'unica provincia) oltre all'area metropolitana di Torino.
Ha concluso la Gancia: "Secondo un'indagine IPSOS oltre il 60 % della popolazione della Granda è contraria alla abolizione delle province. I cittadini non la vogliono assolutamente, nonostante il battage giornalistico. Mi arrivano personalmente tanti messaggi che non vogliono che la provincia sia cancellata. Non sono una attaccata alla poltrona, ma il ruolo di presidente della provincia di Cuneo mi ha dato e continua a darmi molte soddisfazioni. Se ad aprile ci saremo ancora, saremo la provincia con in corso i maggiori investimenti, come quelli per l'Asti-Cuneo e il Tunnel di Tenda". Ed ha concluso:" teniamo duro almeno per la nostra identità".
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Monica Bruna