CONFARTIGIANATO NOTIZIE | giovedì 15 dicembre 2011, 21:00
L’Unatras annuncia il fermo dell’autotrasporto entro gennaio
"Le nuove norme sembrano create appositamente per ridurre la competitività delle imprese e, quello che è peggio, compromettere la sicurezza stradale"
Fermo immediato dell’autotrasporto. È quello che chiedono, in modo forte e coeso, le rappresentanze sindacali degli autotrasportatori in seguito alla riunione d’urgenza degli Stati Generali, svoltasi a Roma mercoledì 14 dicembre. All’assise hanno partecipato tutti i presidenti provinciali e regionali delle realtà facenti parte dell’Unatras, Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci.
Al tavolo romano era presente Aldo Caranta, rappresentante provinciale di Confartigianato Cuneo del Comitato trasporti, delegato all’Unione regionale degli autotrasportatori di merci conto terzi e componente della Giunta esecutiva nazionale di Confartigianato Trasporti. "Da oltre una settimana – spiega Caranta – abbiamo inviato una richiesta al governo Monti per un confronto sui problemi che gravano sull’autotrasporto, e fino ad oggi non abbiamo ottenuto alcuna risposta. Le nuove norme sembrano create appositamente per ridurre la competitività delle imprese e, quello che è peggio, compromettere la sicurezza stradale".
"In pratica – continua – andiamo dall’aumento insostenibile del costo del gasolio (settemila euro all’anno per veicolo), ai costanti rialzi dei premi assicurativi, dall’aumento delle giornate di divieto di circolazione, al rischio della cancellazione dei costi di sicurezza e alla deregolamentazione delle norme per l’accesso alla professione di autotrasportatore: i nostri imprenditori sono nelle condizioni di non poter più lavorare". Unatras ha dunque proclamato un fermo che sarà effettuato entro la fine del mese di gennaio. Obiettivo primario dell’iniziativa, quello di aprire un confronto con il Governo per ottenere la mensilizzazione, cioè la possibilità che le imprese recuperino l’aumento del costo del gasolio non annualmente, bensì mensilmente.
Secondariamente, mantenere in vigore i costi della sicurezza (sui quali Confartigianato Cuneo già era intervenuta, peraltro anche recentemente nel convegno provinciale degli autotrasportatori dello scorso novembre), sia perché essendo indicati dal ministero dei Trasporti, e quindi non derivando da accordi, non vanno contro le norme dell’Antitrust, sia perché scaturiscono dal rispetto della normativa sulla sicurezza sociale nella circolazione. "Si tratta – conclude Caranta – di due aspetti fondamentali sui quali l’autotrasporto, se non troverà delle risposte concrete, è pronto a fermarsi. Il trasporto su gomma muove circa il 90% delle merci in Italia. La nostra è una realtà fatta soprattutto dalle piccole imprese, proprio quelle stesse PMI che muovono e fanno crescere l’economia italiana".
"Come più volte ribadito – commenta Domenico Massimino, presidente provinciale di Confartigianato Cuneo –, come piccoli imprenditori siamo pronti a fare dei sacrifici nell’interesse del sistema Paese. Tuttavia, certe posizioni meritano dei ragionamenti più accurati e nonostante le proteste non rientrino nell’indole dell’artigianato, riteniamo la giornata di fermo un forte segnale da dare al Governo per esprimere il nostro disagio. Rinnoviamo comunque la nostra richiesta per un tavolo di confronto con il Ministero al fine di evitare di aggravare una situazione già gravemente compromessa".
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