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POLITICA | venerdì 20 gennaio 2012, 17:12

La Coldiretti di Cuneo chiede ai sindaci di ridurre del 50 per cento l'aliquota IMU sul settore agricolo

La nuova imposta municipale ha un notevole impatto sui fabbricati rurali e sui terreni

Marcello Gatto

Con una lettera indirizzata ai 250 sindaci della Provincia di Cuneo, Coldiretti ribadisce la necessità di mitigare l’impatto dell’IMU sul settore agricolo. La nuova imposta municipale introdotta dal Governo ha un notevole impatto sui fabbricati rurali e sui terreni: il settore agricolo, oltre a vivere una stagione di difficoltà, per i prezzi di vendita dei prodotti, si trova a dover fare i conti con una manovra economica doppiamente gravosa.

I comuni hanno però la facoltà prevista dalla legge di ridurre al 50% l’IMU. Gli imprenditori agricoli, infatti, scontano oltre alla “patrimoniale agricola” con l’IMU, tutti gli aumenti previsti per i cittadini, dall’Iva alle accise carburanti, alla contribuzione previdenziale. Dicono Marcello Gatto, presidente, e Bruno Rivarossa, direttore di Coldiretti Cuneo: “Il rilancio dell’economia del nostro paese passa, significativamente, attraverso l’agroalimentare; a tal fine, occorre evitare di appesantire i costi di produzione che già incidono notevolmente sulle imprese agricole. Per riaffermare il ruolo strategico dell’agroalimentare, determinante per la crescita e l’occupazione del nostro Paese e delle nostre realtà locali, Coldiretti ha aperto a livello nazionale un serrato confronto con il Governo e con il Parlamento. Ora chiediamo ai sindaci, che rappresentano l’istituzione più vicina ai cittadini, di impegnarsi per primi, adottando un provvedimento che in linea con la facoltà prevista dalla legge, permetta di mitigare l’impatto dell’IMU sul settore agricolo, dimezzando le aliquote ordinarie, in relazione ai fabbricati rurali strumentali alle attività agricole, al fine di poterne dare attuazione nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge”.

Continua Rivarossa: “Il settore agricolo intende concorrere alla soluzione dei problemi del Paese senza sottrarsi alle proprie responsabilità, ma non possiamo permetterci di minare un tessuto di imprese che garantisce produzioni di eccellenza, occupazione, indotto e tutela del patrimonio territoriale”.


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