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TARGATO CURIOSITÀ | sabato 28 gennaio 2012, 11:00

Max Mao, eclettico cuneese autore di un libro...tecnologico!

Storie di Borganza, 11 racconti che chiunque può ricevere via mail

Max Mao, anche attore per diletto, in una foto di scena tratta da "El rancin"

Si chiama, o meglio, si fa chiamare Max Mao, è originario di Ormea, dove ha vissuto i primi anni della sua vita, e ama definirsi un "country gentleman" (gentiluomo di campagna) e libero pensatore; nutre il suo corpo facendo il bancario ed il suo spirito scrivendo e facendo teatro.

Nel 2008 è stato pubblicato il suo primo libro, una raccolta di poesie intitolata "Contrasti apparenti" (edizioni Ennepilibri). Recita da molti anni con diverse compagnie della provincia di Cuneo e della Liguria sia in lingua italiana che in dialetto piemontese. Attualmente risiede a Diano d'Alba dove sta ricevendo delle splendide ispirazioni per il romanzo che sta scrivendo.

Bastano queste poche righe per inquadrare Max in una definizione, se ci è concesso: decisamente un personaggio originale. Al punto che si è lanciato in un'iniziativa editoriale anch'essa, concedetecelo, molto originale.

Max ha infatti scritto un libro che s'intitola "Storie di Borganza"; è composto da undici racconti che illustrano un'atmosfera, quella che si respirava qualche anno fa nella provincia di Cuneo (o in qualunque altra terra di provincia) tra la fine degli anni '60 e inizio '70 del ventesimo secolo, quando la vita come la conosciamo adesso era solo in embrione. Fin qui tutto apparentemente normale. Ma qualcosa di singolare, invece, c'è. Il libro non è in vendita ma chiunque può leggerlo. Sfruttando le enormi potenzialità della rete e dei mezzi tecnologici. Perché se le storie raccontano un mondo che fu, non ancora invaso dalla tecnologia, questa, se ben sfruttata, dà, oggi, delle possibilità davvero illimitate.

Per rendere pubblico questo libro non sono state seguite le "tradizionali" vie: "Storie di Borganza" è infatti accessibile gratuitamente a tutti i lettori tramite invio per posta elettronica. Il veicolo di diffusione è Facebook dove esiste un profilo "Storie di Borganza" (http://www.facebook.com/groups/storiediborganza/) al quale i lettori possono richiedere l'amicizia e, indicando l'indirizzo mail, ricevere a stretto giro di posta i files. Altrimenti si può puntare sul passaparola, si possono richiedere i racconti via mail all'indirizzo storiediborganza(at)gmail.com  oppure imbattersi nella lettura di Storie di Borganza in qualche piazza della provincia.

Il passaparola, virtuale e reale, è stato fino ad ora il canale di diffusione più efficace: in quattro mesi, infatti, Storie di Borganza è stato inviato a circa mille lettori, tra amici, amici di amici e curiosi di varia natura. Le storie sono "leggere" ma profonde, divertenti e ironiche ma comunque dannatamente serie come seria è la nostalgia per qualcosa che non c'è più e forse non ritornerà. In poche parole, rispecchiano la persona che li ha scritti!

Barbara Simonelli

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