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AGRICOLTURA | domenica 29 gennaio 2012, 20:46

La Cia si mobilita contro la Manovra del Governo Monti

Appuntamento il 3 febbraio a Nizza Monferrato presso il Foro Boario

I provvedimenti adottati dal Governo Monti in materia economica rischiano di rendere la situazione delle imprese agricole, già di per sé difficile, ancor più drammatica. In testa alle preoccupazioni degli agricoltori c'è l'Imu, l'Imposta municipale unica che colpirà anche i fabbricati rurali, fino ad oggi esenti, funzionali all’attività agricola. Si tratta di un’imposta particolarmente iniqua. Varie sentenze hanno infatti sancito che gli edifici, in quanto strumentali all'attività fondiaria, sono già tassati allorquando vengono pagate le imposte sui terreni. L’Imu è quindi una doppia tassazione sulle stesso bene. L'agricoltura è poi un settore notoriamente ad alta patrimonializzazione, ma a bassa redditività. 

Ovvero serve un alto capitale in immobili per produrre un piccolo reddito. E' quindi chiaro che spostare l'imposizione dal reddito al patrimonio rappresenta un enorme danno per l'agricoltura.  Il Governo ha deliberato anche la rivalutazione degli estimi catastali. Le Organizzazioni agricole avevano  chiesto un trattamento fiscale più favorevole per chi il terreno lo usa per vivere e lavorare, ma il Governo, nonostante che il Ministro Catania si fosse impegnato in tal senso,  ha respinto la richiesta per “disguidi burocratici”. La nuova Imu e la rivalutazione degli estimi catastali comporteranno per gli agricoltori piemontesi un ulteriore esborso di cinquanta milioni di euro.
A tutto ciò vanno aggiunti l’aumento impressionale del gasolio e la rideterminazione delle aliquote contributive. Un mix di tasse e di aumenti che rischia di mettere in ginocchio molte imprese agricole. Di fronte a questa situazione la Cia non intende stare ferma.

E’ pronta alla mobilitazione ed a sviluppare iniziative di lotta sul territorio, coinvolgendo anche le altre organizzazione agricole. “Il rigore è necessario per risanare la situazione dei conti pubblici, per far ripartire l'economia, per dare una prospettiva un po' meno disperata e più dignità all'intero Paese – ha affermato il Presidente regionale della Cia Roberto Ercole -, ma i provvedimenti contenuti nella manovra sono iniqui ed insopportabili. La manovra darà un ulteriore impulso al fenomeno, già in atto e fotografato con  precisione dall’ultimo censimento Istat, della dismissione aziendale. La perdita  di aziende avrà ricadute non solo in agricoltura, ma  su tutto il sistema sociale ed economico piemontese”. “La Cia si impegnerà al massimo – ha proseguito Ercole - perché il Governo non solo riveda i contenuti più iniqui della manovra, ma ponga finalmente mano ad un progetto di politica agraria che si ponga l’obbiettivo del miglioramento della competitività delle imprese agricole e che sia coerente con la scelta strategica dell’agricoltura italiana di orientare la produzione verso l’alta qualità e l’elevato valore unitario”

Dei provvedimenti assunti dal Governo e delle iniziative di lotta da intraprendere si discuterà in un’assemblea pubblica che si terrà il 3 febbraio prossimo, con la partecipazione del Presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi, a Nizza Monferrato, presso il Foro Boario, in Piazza Garibaldi, cui sono invitati gli agricoltori, i Sindaci ed i Parlamentari.
 

c.s.

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