AL DIRETTORE | lunedì 30 gennaio 2012, 12:13
Il "taglio" alle squadre forestali nuovo duro colpo per la montagna
Il lettore Roberto Rinero: "La giunta regionale ha deciso da tempo che le valli alpine debbano esser abbandonate e non meritano più attenzione ed investimenti"
Il taglio delle risorse destinate alle squadre forestali, tradotto in parole semplici taglio degli operai forestali, si configura come un nuovo colpo alla montagna e più in generale alle zone "periferiche" della regione. Si tratta di una nuova mazzata, difficile da accettare e digerire, inferta alla montagna per la quale queste squadre rappresentano una risorsa a 360°.
In primo luogo sono un impiego potenziale per giovani e abitanti della montagna in genere poichè aiutano il mantenimento di persone e famiglie nelle vallate:eliminare questa opportunità di lavoro, che può aiutare una famiglia ad una scelta difficile come quella di impiantarsi in territori marginali. Per chi vuole realizzare un'attività economica nuova,in una valle alpina, investendo magari su una struttura ricettiva, su un laboratorio artigianale, su un'azienda agricola ecc...la possibilità di contare su un reddito sicuro in famiglia è un grosso sollievo.
In secondo luogo si tratta di un attacco al territorio in quanto è proprio grazie al lavoro di questi operai che l'ambiente montano (laddove la montagna sia di "serie b", cioè priva di stazioni turistiche o parchi) viene preservato: pulizia alvei, mantenimento di piste e sentieri, manutenzione forestale...
Una risorsa per gli enti locali di impareggiabile importanza che viene smantellata con conseguenze devastanti per il territorio, non solo montano, perchè la mancanza di manutenzione degli alvei in quota si riversa sui fiumi a valle. Si capisce la necessità di tagliare, ma sarebbe ora di iniziare a farlo laddove davvero ci sono gli sprechi e non sempre laddove è più facile farlo contando sul fatto che tanto si accetta tutto.
Questo provvedimento, l'ultimo di una lunga serie, induce chi vive nelle valli a pensare che la giunta regionale ha deciso da tempo che le valli alpine debbano esser abbandonate e non meritino più attenzione ed investimenti. Bizzarro da parte di chi proprio sull'attenzione ad alcune zone ha costruito le proprie fortune elettorali.
Roberto Ribero
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