Nonostante la copiosa nevicata, Borgo San Dalmazzo non ha rinunciato alla Marcia dei lumini. Un modo per ricordare i 349 ebrei che tra il 1943 e il 1944 partirono dalla città sui vagoni merci diretti ad Auschwitz. Soltanto 12 di loro fecero ritorno e i loro nomi sono quelli in piedi sul memoriale della deportazione presso la stazione ferroviaria. Gli altri sono scritti per terra, raccolti per gruppi famigliari, come probabilmente furono incolonnati per salire sui convogli per il loro ultimo viaggio.
Erano arrivati a Borgo dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, dopo aver lasciato la loro "residenza coatta" di Saint Martin Vésubie, in cui si erano rifugiati per evitare la cattura da parte dei nazisti. Avevano seguito i soldati italiani che rimpatriavano: tra l'8 e il 13 settembre circa mille ebrei arrivarono in Valle Gesso dal Colle di Finestre, lungo San Giacomo, Entracque e Valdieri, o dal Colle Ciriegia, passando dalle Terme e da Sant'Anna, per arrivare a Valdieri in cerca di salvezza.
Il 9 settembre di quell'anno le truppe tedesche del maresciallo Kesserling occuparono l'Italia e dopo pochi giorni, il 18, il capitano Muller, di stanza a Borgo, fece affiggere nel paese e nei centri abitati della zona, il comunicato secondo il quale gli ebrei presenti sul territorio si dovevano presentare presso il Comando Germanico della città, nella Caserma degli Alpini, che si trovava in quella che oggi è piazza Don Raimondo Viale, il cosiddetto “quartiere”.
Ed è da piazza Don Raimondo Viale che ormai da qualche anno parte la Marcia dei lumini, davanti alla scuola media; l’arrivo è al Memoriale della deportazione, dove i lumini sono posti sui nomi dei deportati. Gli stessi nomi sono ripetuti durante il percorso dagli studenti delle scuole medie, in ricordo delle persone che fecero quello stesso percorso nel 1943 e 1944. Un modo per celebrare la giornata della memoria, che vede tutti insieme studenti, insegnanti e amministratori di Borgo e non. Erano presenti il Sindaco di Borgo, Pierpaolo Varrone, con buona parte della Giunta e alcuni consiglieri, i sindaci di Cuneo e di Limone Piemonte e rappresentanti del Comune di Valdieri.

















