Il decreto sulla liberalizzazione del Commercio e degli orari del Governo Monti è oggetto della seconda interpellanza del consigliere della Lega Domenico Andreis, nel Consiglio comunale del 31 gennaio. Con essa chiede all’Amministrazione di aprire un confronto con gli operatori del commercio locale per arrivare ad una gestione degli orari di apertura condivisa a livello territoriale e di “congelare le nuove Norme per 90 giorni, come peraltro fatto dal comune di Milano, con la causale: “recepimento” della nuova Norma.” . L’analisi, dal punto di vista del consigliere Andreis, è quella che il decreto ”ucciderà il commercio di prossimità e favorirà solo la grande distribuzione ,porterà imposizioni di monopolio commerciale, nuova disoccupazione e un aggravio di costi per le piccole attività”
In risposta l’assessore al Commercio Cinzia Aimone, fatta la premessa che il Decreto Monti, non ha dato nessun margine ai Comuni di regolamentazione e pertanto nessun regolamento, che in qualche modo circoscrivesse gli orari nel nostro territorio, avrebbe validità, ha ribadito quello che la norma chiede alle Amministrazioni: “di controllare che i nuovi orari delle attività economiche non siano lesivi dell'ambiente, della sicurezza e dell'ordine pubblico.”
E riguardo alle aperture ha riferito “che gli uffici regionali interpellati hanno confermato che non possiamo negare a nessuna attività l'apertura anche 24 ore al giorno”.
Per Cinzia Aimone, la liberalizzazione non ha “un impatto così notevole sui nostri orari come invece su altre città, in quanto Saluzzo è già città turistica e quindi con molti ampliamenti di orario da anni”. L’assessore ha manifestato l’intenzione del Comune di convocare a breve gli operatori del settore per esaminare la situazione: ”Un confronto che avverrà con operatori del commercio ma anche con i sindacati dei lavoratori per valutare l'impatto che questa liberalizzazione determina sui contratti di lavoro del settore”.














