CRONACA | venerdì 03 febbraio 2012, 17:37
Commercialista cuneese condannato per appropriazione indebita
Come liquidatore di una società varesina aveva trattenuto per sé oltre 330.000 euro. Cifra che secondo lui era una legittima spettanza per l'attività prestata
E' stato condannato , con sentenza emessa nel tardo pomeriggio dal Giudice di Cuneo, M. A. G., cuneese, imputato per appropriazione indebita: era accusato di essersi impossessato di 330.342 euro.
Il commercialista era stato nominato coliquidatore di una società di Varese, con l' incarico di concordare un piano di pagamento dei creditori per un passivo di 6 milioni di euro. Dalla vendita degli immobili erano stati ricavati 4 milioni di euro, una parte dei quali – 3 milioni e 500 mila – erano stati versati su un conto presso il Credito cooperativo di Boves. Da questo conto l'imputato avrebbe prelevato circa 380.000 euro. Denaro che invece, secondo l'imputato, sarebbe stato di sua legittima spettanza come compenso per la sua attività. Cifra ben diversa dai 70.000 euro che gli sarebbero invece toccati secondo gli accordi.
Per lui l'accusa aveva chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione e la trasmissione degli atti al pm per ipotesi di falso.
Per il difensore del commercialista, l'avvocato era "illogico pensare che si fosse stabilito un onorario forfettario di 70.000 euro. Il verbale di assemblea non riporta questa cifra, all'epoca erano nulli i patti sotto i minimi".
Il Giudice ha dichiarato colpevole l'imputato per l'appropriazione indebita condannandolo a 5 mesi di reclusione e 6.000 euro di multa, oltre al risarcimento da decidersi in separata sede. L'ha invece assolto dall'accusa per l' appropriazione dei libri contabili.
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Monica bruna