AGRICOLTURA | domenica 05 febbraio 2012, 08:30
Assemblea Cia: "Il governo Monti ha richiesto all'agricoltura uno sforzo insostenibile"
Applaudito intervento del vicepresidente Cia di Cuneo Aurelio Damiano
Venerdì 3 febbraio si è svolta a Nizza Monferrato (At), presso il Foro Boario, in piazza Garibaldi, l’Assemblea della Cia del Piemonte, dedicata all'analisi dei contenuti della manovra economica del Governo Monti. Il salone era gremitissimo, a riprova dell'interesse e soprattutto della preoccupazione degli agricoltori per una manovra che potrebbe avere un impatto devastante sul settore agricolo se rimanesse cosi com'è. Sono intervenuti il Presidente regionale della Cia Roberto Ercole, che ha svolto la relazione introduttiva, e numerosi agricoltori, dirigenti della Cia del Piemonte, Sindaci e Parlamentari. Le conclusioni sono state tratte dal Presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi. Moderatore il vice Presidente nazionale della Cia Secondo Scanavino.
“La manovra economica del Governo Monti - ha detto Ercole - può dare il colpo di grazia a molte imprese agricole. Siamo fermamente convinti che il rigore sia necessario per risanare la situazione dei conti pubblici e per far ripartire l'economia e come agricoltori vogliamo fare, responsabilmente, la nostra parte, ma lo sforzo richiesto all’agricoltura è assolutamente insostenibile”. “L’Imu sui fabbricati rurali – ha proseguito Ercole - è di fatto una tassa sui mezzi di produzione, totalmente slegata dal reddito prodotto e producibile. Essendo l'agricoltura un settore notoriamente ad alta patrimonializzazione, ma a bassa redditività, è chiaro che lo spostamento dell'imposizione dal reddito al patrimonio rappresenta un enorme danno per le aziende agricole”.
Il Presidente Politi ha sottolineato che la manovra è la conseguenza della sottovalutazione da parte del Governo delle problematiche del settore agricolo. “E’ indispensabile – ha detto Politi - risolvere in tempi brevi le tre grandi emergenze del settore: l’Imu sui fabbricati rurali, l’aumento degli estimi catastali per i terreni agricoli e il caro-gasolio”.
Molto applaudito l’intervento del vicepresidente della Cia di Cuneo, Aurelio DAMIANO. “La manovra “Salva Italia” – ha dichiarato - sta affossando l’agricoltura delle zone montane: serve una correzione degli squilibri e delle iniquità. Solo con l’Imu un’azienda agricola di montagna di venti ettari, con una cinquantina di mucche da latte nel 2012 passerà a dover pagare, anziché 220 euro, per i terreni e fabbricati strumentali stalle e capannoni come avvenuto fino ad oggi, ben 3.000 euro. Oltre agli aumenti della accise sul gasolio (aggravio di oltre 400 euro) e dei contributi previdenziali (almeno 500 euro in più), un aumento del genere non farà altro che diminuire la competitività, aumentare i costi di produzione e quindi diminuire il reddito degli agricoltori. Sappiamo che il momento è drammatico per tutti, ma ribadiamo la nostra contrarietà alle misure adottate dal governo; l’agricoltura rappresenta un fattore chiave dello sviluppo, la cui importanza va ben oltre la percentuale del Pil: in termini di approvvigionamento alimentare, di presidio del territorio e difesa del suolo, di immagine produttiva e paesaggistica del nostro paese nel mondo. Chiediamo all’esecutivo guidato da Monti l’attivazione immediata di un tavolo per correggere con gli interventi per lo sviluppo gli aspetti più critici e devastanti della manovra, esprimendo in particolare un giudizio di scarsa equità e l’allarme per il potenziale effetto dirompente di alcune misure”. (c.s.)
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