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SOLIDARIETÀ | domenica 05 febbraio 2012, 17:53

Riflessioni sulla recente “Giornata per la Vita”: se i giovani si aprono ad essa…

Proponiamo la lettera di Alberto Tibaudi Presidente Movimento per la Vita Provincia di Cuneo

Dall’indomani dell’approvazione della legge 194 (maggio 1978), ogni anno, nella prima domenica di febbraio, si ripete la “Giornata per la Vita”. Cambia il messaggio dei Vescovi, ma resta costante il riferimento primario all’aborto: in fondo la “giornata” è stata istituita proprio per impedire, nonostante la legge, l’acquiescenza della comunità cristiana e della società civile. Resta insomma il rifiuto della rassegnazione. Non possiamo acquietarci quando l’uomo è ridotto a cosa, ad oggetto, ed avvertiamo anzi la necessità di gridare, in nome di chi non ha voce, che l’uomo è sempre uomo anche quando lo chiamiamo “embrione” o “stato vegetativo”. Questo grido, il messaggio dei Vescovi, lo rivolge quest’anno in particolare ai giovani. In esso leggiamo che “se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso”. Il nostro Movimento per la Vita, che da anni realizza iniziative per e con i giovani (concorso scolastico, seminari, incontri nelle scuole,…), può testimoniare come essi in genere accolgano volentieri questa “cultura della vita”. I giovani, adeguatamente informati, immediatamente intuiscono che l’embrione è un essere umano, che ha il diritto di vivere e di nascere, che la sua mamma deve essere aiutata per poter vivere serenamente i mesi della gravidanza e accudire il suo bambino dopo il parto. Possiamo testimoniare che gruppi di giovani si sono “fatti in quattro” per aiutare una loro compagna di scuola rimasta incinta; che altri si sono autotassati per donare il denaro necessario a realizzare un “Progetto Gemma” ossia l’adozione a distanza di una mamma e del suo bambino, dal terzo mese di gravidanza per 18 mesi. Sono esempi che dicono di quale slancio e generosità siano capaci i giovani se incontrano, come scrivono i Vescovi, “un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro (…) una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita”. Ci auguriamo che questo atteggiamento di servizio e di dedizione alla vita coinvolga e stimoli un numero sempre maggiore di giovani ed anche di adulti perché “la vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vit

Alberto Tibaudi                                                                                               Presidente Movimento per la Vita Provincia di Cuneo

 

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