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AGRICOLTURA | lunedì 06 febbraio 2012, 15:30

A Dogliani super lavoro per sconfiggere lo "scaphoideus titanus"

Riunione del Comitato Intercomunale doglianese-monregalese per valutare i risultati ottenuti nei monitoraggi

Lo scaphoideus titanus

Lunedì 30 Gennaio, presso la Biblioteca Civica di Dogliani, alla presenza di un pubblico numeroso e di rappresentanti e tecnici delle organizzazioni sindacali agricole, viticoltori, sindaci e delegati di 23 comuni (Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Briaglia, Carrù, Castellino Tanaro, Cigliè, Clavesana, Dogliani, Farigliano, Magliano Alpi, Marsaglia, Monchiero, Mondovì, Murazzano, Niella Tanaro, Piozzo, Roddino, San Michele Mondovì, Somano, Vicoforte, Rocca Cigliè, Lesegno, Bene Vagienna) si è svolto un incontro organizzato dal Comitato Intercomunale  doglianese-monregalese per valutare i risultati ottenuti nei monitoraggi dello "scaphoideus titanus", insetto vettore della flavescenza dorata, vero e proprio flagello  odierno  della vite.

La dottoressa Gotta ed il dottor Albertin del fitosanitario regionale con il dottor Lessio del Di. Va.Pra. Università entomologica di Torino hanno esposto ai viticoltori dei vigneti del progetto pilota i risultati ottenuti dai monitoraggi della malattia e dell’insetto vettore.

Lo scaphoideus Titanus di per sé non è pericoloso per le punture che produce sulla vite ma perché succhiando la linfa di piante infette trasmette in seguito la malattia a quelle sane. "E’ doveroso – ha dichiarato la dottoressa Gottache in questi periodi di recrudescenza della malattia si proceda all’estirpo delle piante sintomatiche e si effettuino i trattamenti necessari seguendo le indicazioni dei comuni e dei tecnici del comitato. La legge 20 del 3/8/98 degli insetti pronubi, infatti, vieta assolutamente di trattare i vigneti quando l’uva è in piena fioritura!"

Dal 2009 in aggiunta al progetto sono stati effettuati i primi esperimenti nel Doglianese e Clavesanese della lotta con il metodo della confusione sessuale contro le tignole della vite. Il metodo biologico consiste nel rilasciare nel vigneto tramite opportuni erogatori, i cosiddetti feromoni, ormoni femminili uguali a quelli emessi dalla femmina del lepidottero. I maschi disorientati avranno difficoltà a localizzare le femmine, riducendo significativamente il numero degli accoppiamenti e di conseguenza anche degli individui della generazione successiva. Nei primi anni di applicazione la pressione dell’insetto  non viene completamente debellata, ma i danni anno dopo anno si riducono notevolmente. A dare visione dei risultati questa volta è stata chiamata l’agronoma Brunella Dardanelli.

"Questo metodo biologico è recente nel nostro territorio ma  - spiega Attilio Pecchenino uno dei Coordinatori del Comitato, - ha esperienze decennali in Svizzera e Germania. Questo del 30 gennaio è stato un appuntamento importante per evidenziare i primi importanti risultati ottenuti in Provincia di Cuneo. Oltre al vantaggio non trascurabile dell’innocuità del trattamento per l’ambiente – conclude - giova sulla salute degli stessi operatori che giornalmente lavorano nei vigneti. Un valore aggiunto per questa zona che va fino al monregalese dove dal 2011 si produce il nuovo vino che darà origine al nuovo disciplinare, il Dogliani Docg".

"In altre regioni come il Trentino Alto Adige – aggiunge Roberto Vallettiquesto metodo è impiegato da molti anni fino ad arrivare ad una copertura del 98% della superficie vitata. I risultati ottenuti nel 2011 – continua - sono stati più che incoraggianti. Le differenze tra le catture degli insetti nelle zone trattate a feromone da  quelle non trattate è rimarchevole".

Questi importanti risultati ottenuti saranno argomento di un importante convegno che la Provincia di Cuneo, il Comitato Intercomunale per la lotta alle fitopatie della vite ed il Comune di Dogliani in collaborazione con la Camera di Commercio di Cuneo, i Comuni, la Banca Alpi Marittime, il Settore fitosanitario Regionale, le organizzazioni sindacali, le cantine sociali di Dogliani e Clavesana organizzano per venerdì 17 febbraio 2012 alle 17 presso il Cinema Multilanghe di Dogliani in Piazza Gorizia n. 9. All’incontro parteciperà il Prof. Andrea Lucchi dell’Università di Pisa che da anni collabora con l’istituto di San Michele all’Adige per le ricerche del metodo della confusione sessuale.

"E’ doveroso - conclude Pecchenino – fare un ringraziamento ai viticoltori presenti che continuano a impegnarsi nell’attuazione di questo procedimento, alla dottoressaottor Albertin, alla dottoressa Canale che collaborano assiduamente a tutte le fasi programmatiche di questo progetto, ai signori tecnici del Comitato, a tutti i Comuni del Comitato, alle Cantina Sociali di Clavesana e Dogliani, al Consorzio Agrario di Cuneo e a tutti coloro che annualmente lo sostengono.


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