AL DIRETTORE | martedì 07 febbraio 2012, 14:50
Il mancato passo indietro del sindaco di Roccaforte Mondovì cattivo esempio per i giovani
L'avvocato Maria Luisa Testino: "Avrebbe consentito ai cittadini di comprendere che esistono regole da rispettare anche se non se ne condivide il contenuto"
Egregio direttore,
in qualità di consigliere comunale e residente nel comune di Roccaforte, ho assistito agli avvenimenti delle ultime settimane, rispettando, in assoluto silenzio, le persone coinvolte negli stessi.
Ho quindi assistito alla manifestazione di orgoglio del Sindaco che, condannato in via definitiva a sei mesi di reclusione per il reato di abuso d’ufficio, anziché limitarsi a rispondere alle legittime domande dei giornalisti che si chiedevano se alla condanna sarebbero seguite le sue dimissioni, ha addirittura indetto un Consiglio Comunale per comunicare che, come impostogli per altro dalla legge, risarcirà i danni cagionati alle parti coinvolte e proseguirà il proprio mandato, sorprendendomi unicamente per l’applauso che ha coronato tale petizione di principio e per la raccolta di firme onde offrire solidarietà e sostegno a persone ritenute colpevoli da tre sentenze penali di condanna divenute ormai definitive.
Orbene, proprio l’applauso e la raccolta di firme mi costringono ad una triste considerazione: ritengo che questi eventi costituiscano l’ennesima conferma del completo smarrimento da parte del popolo italiano della distinzione tra legalità ed opportunità. Se la decisione del Sindaco appare assolutamente legale, poiché, per la legge, diventa incompatibile con tale carica pubblica solo chi subisce una condanna definitiva alla reclusione superiore ai sei mesi per un reato commesso con abuso di ufficio, la stessa non può essere considerata opportuna.
L’inopportunità di tale decisione è confermata dalle reazioni sopra descritte: un applauso ed una raccolta firme in spregio ad una condanna confermata dopo tre gradi di giudizio.
E’ possibile che il senso del dovere non esista più neppure in un comune piccolo e morigerato come il nostro? E’ possibile che un’Autorità Pubblica non riesca a comprendere che, con le proprie scelte, è in grado di condizionare il pubblico e dare un esempio fortemente condizionante alla gioventù chiamata in un domani non troppo lontano a sostituirci?
Proclamarsi vittima delle circostanze e dimostrare, nonostante ciò, di essere in grado di rispettare lo Stato, facendo un passo indietro, avrebbe consentito ai cittadini di comprendere che esistono regole da rispettare anche se non se ne condivide il contenuto, che vi sono Autorità cui piegarsi anche se non comprendiamo ciò che ci viene imposto, e ciò, solo per senso di rispetto verso lo Stato e la legge. Si è persa ancora una volta l’opportunità di tutelare il bene e l’interesse della collettività oltrepassando il limite angusto degli egoismi interessati di pochi.
L’individualismo ha messo a tacere l’interesse comune con buona pace della tutela dei valori imprescindibili per ogni Pubblica Autorità.
Maria Luisa Testino
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