ATTUALITÀ | martedì 07 febbraio 2012, 09:02
"Cittadella della carità" di Mondovì: in mensa un terzo degli utenti è italiano
I dati sono stati elaborati dalla Diocesi di Mondovì: la fascia di età che più si è rivolta al Centro di ascolto è stata quella dei 25-44 anni
Sono 568 le persone che nel 2011 hanno chiesto aiuto al Centro di ascolto della “Cittadella della carità”, a Mondovì Breo. Esattamente 287 donne e 281 uomini, 1/3 italiani e 2/3 stranieri, per un totale di 1.494 “ascolti” (una media di 9 passaggi ogni giorno di apertura). Le nazionalità maggiormente rappresentate sono state quelle degli italiani (161) e dei marocchini (158), seguite da quelle dei cittadini rumeni (91 persone). Di questi ultimi la maggioranza è di donne che si sono rivolte alla Caritas alla ricerca di un posto di lavoro come badanti, fenomeno consolidato nel tempo, ma in leggera diminuzione rispetto agli ultimi tre anni. Poi si trova il Congo (33 persone), la Costa d’Avorio (16), l’Albania (12) e la Nigeria (11). Un dato interessante è il carattere multietnico della diocesi e della città di Mondovì che emerge dalle persone che si sono rivolte alla “Cittadella della carità”. Sono infatti ben 38 le nazionalità rappresentate!.
er quanto riguarda lo stato civile, la metà è di persone coniugate, facendosi quindi portavoce delle istanze dell’intero nucleo famigliare. In aumento è il numero di chi vive la separazione o il divorzio, il 15% del totale. Significativa è la percentuale di persone “single”, vedovi o nubili/celibi, che costituiscono il 30% dei passaggi. Queste persone sole lamentano il fatto di non ricevere alcun tipo di aiuto dal servizio pubblico che in effetti riesce a fare interventi solo dove ci sono minori o situazioni di degrado conclamato. Emblematico il fatto che la fascia di età che più si è rivolta al Centro di ascolto è stata quella dei 25-44 anni con il 52% dei passaggi. Questo dato poco rassicurante spiega anche le richieste di aiuto più ricorrenti, per ottenere supporto economico e un affiancamento nella ricerca occupazionale (la metà delle richieste).
Alla disoccupazione si aggiungono i problemi relativi all’abitazione, che hanno costituito il 15% del totale. Si è registrato un considerevole aumento dei pasti distribuiti nella mensa serale della “Cittadella della carità”, che hanno superato la soglia dei 5 mila pasti annui, passati da 4.804 del 2010 (erano stati 4.848 nel 2009) a 5.202 nel 2011. Il “peso” degli italiani è rimasto invariato con una percentuale che sfiora il 50%, esattamente 2.488 pasti distribuiti agli italiani. La mensa è stata aperta per 286 giorni, con una frequenza media passata da 16,7 del 2010 a 18, 2 pasti al giorno del 2011. Anche per questo si sta valutando la possibilità di ampliare il servizio pure alla domenica sera, coinvolgendo in particolare i giovani della diocesi.
È aumentata la frequenza dell’accoglienza notturna maschile, con ben 167 persone accolte nel dormitorio nel 2011 provenienti da 22 differenti nazionalità (73 italiani e 94 stranieri). Il totale delle accoglienze notturne nel 2011 è stato di 1.531 posti letto (dato che rivela dunque un periodo di maggiore permanenza degli italiani) a fronte dei 1.296 del 2010 (c.s.)
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