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CRONACA | giovedì 09 febbraio 2012, 09:05

Cuneo, donna di 43 anni picchia la mamma anziana e le impedisce di mangiare: "Ogni tanto il digiuno fa bene"

Una storia che andava avanti da tempo alla quale ha messo la parola fine la Questura

Immagine d'archivio

Si è resa necessaria l’adozione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emessa dal G.I.P. di Cuneo Dufur, per porre fine alle violenze e ai reiterati maltrattamenti di O.S., quarantatreenne, nubile, disoccupata, di Cuneo, ai danni dell’anziana madre A.M.G., classe 1941. Botte, ceffoni, rimproveri, vessazioni fisiche e psicologiche di ogni genere che rasentavano la tortura, questi gli ingredienti di una giornata tipo che avevano ridotto l’anziana donna, indifesa e con seri problemi di Alzheimer, oramai all’abbandono di se stessa, a perdere ogni speranza di poter sopravvivere.

L’episodio viene alla luce quando O.S. chiede l’intervento del 118 perché “la mamma è caduta e ha male in più parti del corpo”. I medici del pronto soccorso visitano A.M.G. e le riscontrano la frattura degli zigomi, fratture caviali multiple, contusioni ed escoriazioni in più parti del corpo e giudicano la donna guaribile in oltre 30 giorni.

I poliziotti del posto di Polizia dell’Ospedale Santa Croce intuendo che nel racconto della figlia c’era qualcosa di poco chiaro vengono a sapere che le lesioni non sono compatibili con il racconto della figlia quindi allertano la Squadra Mobile e sul posto si recano gli uomini della 2^ sezione specializzata nei reati contro la persona, coordinata dal Sostituto Commissario Alberto Sette.

Le numerose testimonianze acquisite nella fase investigativa confermano le violenze quotidiane che si consumavano da anni all’interno dell’abitazione delle due donne e portano alla luce una vicenda degna dei peggiori film dell’horror. Viene informata la Procura della Repubblica di Cuneo e nel frattempo l’anziana donna è trasferita in un altro ospedale per concludere il periodo di cura e riabilitazione.

Anche qui O.S. non passa inosservata ai degenti, ai loro familiari e soprattutto al personale ospedaliero per il suo modo aggressivo e intimidatorio nei confronti della mamma. Entra in conflitto con i sanitari quando impedisce all'anziana genitrice di consumare i pasti affermando che “il digiuno ogni tanto fa bene”. Poi infischiandosene del luogo e delle condizioni di salute della mamma torna a picchiarla nel letto dell’ospedale. I medici intervengono e chiamano immediatamente la Squadra Mobile diretta dal Luigi Chilla, che interagendo col P.M. competente dell’indagine viene richiesta d’urgenza l’emissione di un provvedimento cautelare nei confronti di O.S.          

"In questo caso è risultata fondamentale la collaborazione dei cittadini – spiega Chilla – è proprio grazie alle loro testimonianze, che è stato possibile ricostruire la triste vicenda in modo meticoloso e puntuale, dai futili motivi e dall’impotenza della vittima, malata del morbo di Alzheimer, di chiedere aiuto. Colgo l’occasione per ribadire e ricordare a tutti i cittadini di utilizzare il numero di emergenza 113 e di segnalare, anche restando nell’anonimato, situazioni deplorevoli e di degrado come quella rappresentata. La violenza nell’ambito familiare non può essere sottaciuta perché spesso le vittime non sapendo cosa fare o a chi rivolgersi sopportano per anni le angherie del dominatore, maschio o femmina che sia".

Attualmente l’anziana donna è stata presa in cura da una struttura sanitaria specializzata e ha finalmente ritrovato la voglia di vivere. La figlia, a tutt’oggi, non ha saputo dare agli investigatori una spiegazione plausibile delle sue condotte è certo comunque che dovrà sottostare ad un percorso giudiziario.

r.g.

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