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POLITICA | giovedì 09 febbraio 2012, 17:43

"Secesiun": secondo la Lega il 61% di chi abita al Nord è favorevole

Lettera del segretario provinciale del Carroccio Stefano Isaia

Riceviamo e pubblichiamo:

In molti avranno visto il servizio sulla cittadina di Comiso (Ragusa) trasmesso nella serata di mercoledì 1° febbraio su LA7, un quarto d’ora circa in cui veniva descritta una realtà inverosimile per noi cuneesi. Un Comune dove le risorse finanziarie dell’Ente sono spese in viaggi, consulenze, spese folli. In poco più di 3 anni di mandato un Sindaco che accumula più di 360 giorni di trasferte anche intercontinentali in “missione” è qualcosa di semplicemente incredibile per una cittadina di trentamila anime. Per non parlare di un Comune che vanta di aver avuto a libro paga un’esperta di uncinetto, un guardiano delle fontane e niente poco di meno che un “avvistatore di incendi”.

Da noi si discute sull’utilità o meno dell’aeroporto di Levaldigi, a Comiso l’aeroporto è adibito ad autodromo. Questo dopo che la struttura era stata inaugurata alla presenza di Massimo d’Alema, ma mai utilizzata né completata. Risultato? Sul Comune gravano milioni di Euro di debiti. Che si ripercuotono sui cittadini e sui lavoratori.Qualche giorno fa avevo commentato le parole di Mario Monti, che sosteneva la tesi “il sud è la leva per il rilancio dell’Europa”.

Mi chiedo nuovamente: questo è l’esempio per l’Europa ideale? Questo è il modello per l’Italia del domani? Ci si accanisce contro il nord, dove da qualche tempo sembra essersi annidato tutto il male del Paese, con le Regioni settentrionali ormai tacciate di essere il covo degli evasori fiscali, della malavita organizzata, della casta sprecona e attaccata alla poltrona… Un momento! Forse qualcosa non torna.

Da qualche settimana mezzi di informazione, su subdola intimazione da parte del Governo, stanno tentando di gettare fango sul Nord, una campagna che ha sicuramente un duplice scopo: da un lato giustificare l’accanimento fiscale che si sta perpetrando ai danni di imprese e cittadini della Padania, che subiscono retate della Guardia di Finanza e imposizioni micidiali. La nuova IMU ed il futuro incremento dell’IVA al 23% influirà molto di più sull’economia e sulle famiglie del settentrione, dato che statistiche alla mano il PIL è più elevato e notoriamente l’abusivismo edilizio è una piaga che affligge molto di più il sud, con la conseguenza che lì l’imposta sugli immobili sarà evasa di frequente.

Su La Stampa di qualche giorno fa è comparsa una tabella sulle stime dell’evasione fiscale, nella quale emerge chiaramente che Piemonte, Lombardia Veneto e Trentino Alto Adige sono le Regioni nelle quali questa piaga si attesta su livelli relativamente bassi, mentre bandiera nera sono Basilicata, Puglia, Campania e Sicilia. Viene spontanea una riflessione: perché i famigerati blitz della Finanza devono concentrarsi dunque solo al Nord? Perché non cominciare a riscuotere dove, statistiche alla mano, è evidente che si evade? Si tratta di codardia, omertà o entrambe le cose? Troppi interessi elettorali da salvaguardare?

Sempre su La Stampa di martedì 31 gennaio, un’intervista rilasciata dal Ministro Barca desta quantomeno perplessità: in qualità di Ministro della Coesione Territoriale, egli sostiene come la politica nazionale debba essere “pensata per lo sviluppo del Sud”. Fondi Europei destinati dunque a scuole, ferrovie, infrastrutture varie, banda larga che finiranno prima in meridione, poi se avanza qualche briciola al Nord, che nel mentre continua a pagare – in misura maggiore rispetto al Sud – imposte, tasse e contributi.

Ci si stupisce del fatto che sempre più cittadini appoggino l’idea della Lega Nord, che allo stato attuale non sia più sufficiente fermarsi al federalismo, bensì andare oltre immaginando una Padania indipendente, che si autogoverni e mantenga sul proprio territorio le risorse. Un sondaggio SWG del 2010 mostrava come il Nord fosse già ampiamente favorevole alla secessione, con ben il 61% degli interpellati residenti nelle Regioni settentrionali e di pensiero politico trasversale che sosteneva l’indipendenza della Padania.

Con buona pace per il prof. Monti, il Nord non può credere in un Paese che prenda il Sud Italia come modello per il rilancio dell’economia, rappresentato da esempi come l’amministrazione di Comiso. La nostra gente è orientata al lavoro ed all’onestà, tanto che non si è mai rifiutata di pagare le tasse, anche se si è sempre avuta la consapevolezza che buona parte dei tributi non sarebbero mai stati reinvestiti sul proprio territorio. E’ ora che questo Governo apra gli occhi, riconoscendo i meriti ed i pregi del Nord, così snobbato e preso a schiaffi: è questione di giustizia.

Stefano Isaia, Segretario provinciale Lega Nord

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