AL DIRETTORE | martedì 21 febbraio 2012, 17:37
Vacche grasse e vacche magre: anche il Carnevale ne risente
Riflessioni di un lettore su quelli che definisce i "carretti" della sfilata di Bra
Carnevale a Bra: bella l’idea di organizzare una Woodstock per bambini. Un cortile di fango, musica, carri pitturati con colori psichedelici, le merendine ipercaloriche al posto dell’LSD. Peccato per il freddo; altrimenti nel fango avremmo visto più tuffi e meno scivolate. Ma una piazza asfaltata, invece della palude, non c’era?
A parte queste note pittoresche travestite da polemiche costruttive (o viceversa), fa riflettere la decadente, magra, sciattona (nessuno si senta offeso) sfilata di carnevale, rispetto a ciò che era quando noi si era pargoli.Non voglio certo criticare l’ottimo lavoro di chi ha contribuito ad organizzare la festa; anzi, nutro infinita gratitudine ed ammirazione in chi si spende altruisticamente per organizzare eventi come questo; ancor più perché lo fa con mezzi e risorse infinitamente minori di quelle che si potevano avere solamente 10 anni fa.
La mia era piuttosto una riflessione sul fatto che, la sfilata dei carretti di carnevale di sabato, è un esempio perfetto per capire come le vecchie generazioni abbiano sperperato nell’eccesso enormi risorse, tanto che oggi i nostri figli non possono più permettersi quello che noi davamo per scontato. E’ la storia delle vacche grasse e delle vacche magre: avremmo dovuto rifletterci, dovrebbe farci riflettere.
Oggi questi giovani si devono necessariamente accontentare dei resti che lasciamo dopo la nostra abbuffata. Finché si tratta di una sfilata di carri, pazienza; mi pare però che, questo, sia solamente il primo di tanti sacrifici che dovranno fare per colpa nostra.
G. R.
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