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ATTUALITÀ | mercoledì 22 febbraio 2012, 17:29

Truffe via internet, storia senza fine: i consigli della Polizia Postale

Tante le segnalazioni che giungono ogni giorno all'organo preposto al controllo

Presso gli Uffici della Sezione Polizia Postale di Cuneo sono sempre più frequenti le segnalazioni da parte di cittadini preoccupati del fatto che il proprio pc, all’improvviso, si blocca e presenta una finestra pop-up con un avviso a nome di un organo di Polizia ( Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia Postale etc..). L’avviso, che fa sempre riferimento ad un presunto illecito utilizzo del pc in questione, sollecita l’ignaro utente al pagamento di una cifra variabile, secondo procedure anch’esse variabili, al fine di evitare di incorrere in una vera e propria denuncia penale.

Si tratta di un malware della categoria cosiddetta “ransomware”, il quale si propaga infettando il sistema operativo, sfruttando le note vulnerabilità nei servizi di rete, o inviando mail con allegati, o durante la navigazione su siti malevoli o, ancora, a causa di attività non sicure all’interno di taluni social network   etc..

Cosa deve fare il cittadino in questo caso? Ovviamente non deve pagare nulla e non deve seguire nessuna delle eventuali indicazioni fornite nella schermata. Per sbloccare il  computer infettato e ripristinarne il corretto funzionamento può effettuare una delle seguenti operazioni, a seconda delle proprie competenze informatiche:

1)      rivolgersi a un tecnico di fiducia ;

2)      dotarsi di uno specifico  kit di rimozione, reperibile in rete, in grado di sbloccare il pc e rimuovere il worm;

3)      avviare il pc in modalità sicura (safe mode) e correggere le opportune chiavi nel registro di windows , quindi ri-avviare il pc e lanciare un antivirus specifico;

4)     come estrema ratio, se il pc non contiene file importanti, si può anche decidere di formattarlo e re-installare il sistema operativo.

Altre segnalazioni continuano a pervenire per quanto concerne le insistenti richieste di pagamento  di un abbonamento, di fatto mai sottoscritto, a favore della Società Estesa Limited , con sede nelle Seychelles. Tale Società, tramite il sito web www.italia-programmi.net , offre software generalmente disponibili in rete gratuitamente. Gli utenti nel cercare un programma informatico “free” sui vari motori di ricerca, vengono indirizzati verso il predetto sito e prima del download, viene richiesta loro la compilazione di un form con l’inserimento dei loro dati anagrafici e indirizzi di posta elettronica. Solo successivamente, l’utente viene a conoscenza, con il ricevimento di una mail, di aver inconsapevolmente sottoscritto un abbonamento biennale al sito al prezzo di 96 euro, da pagare anticipatamente. Vano risulta l’applicazione del diritto di recesso previsto in queste forme contrattuali. 

Tale fenomeno è stato oggetto di una azione coordinata tra Polizia Postale, Procura di Roma e Antitrust, per tutelare nel rispettivo ambito di competenza, gli interessi di coloro che sono stati coinvolti nella vicenda i quali, per il timore di future rivendicazioni legali hanno provveduto a effettuare il pagamento richiesto.

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con un primo provvedimento, in data 25 agosto 2011 ha intimato alla Società Estesa Limited di sospendere di pubblicizzare on line la fruizione gratuita di software scaricabili dal sito www.italiaprogrammi.net , di specificare con chiarezza che il servizio fornito è a pagamento e di sospendere i solleciti dei pagamenti dei presunti abbonamenti a quei consumatori che avevano scaricato i programmi inconsci del carattere oneroso. Di seguito a questo provvedimento, sul sito in questione è stato evidenziato che il download era a pagamento, ma successive segnalazioni hanno riferito che tale precisazione compariva solo in orari diurni, mentre proseguiva, da parte della Società Estesa Limited l’intimazione ai pagamenti, con note inviate sia via mail sia per posta ordinaria.

In data 4 dicembre 2011, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, di seguito a richieste presentate da varie Associazioni di Consumatori presenti sul territorio nazionale, e sentito il parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che ha ritenuto la pratica “scorretta”, ha adottato un ennesimo provvedimento applicando una sanzione amministrativa commisurata a 1.500.000 euro.  

La vastità del fenomeno ha richiamato più volte l’attenzione dei mezzi di comunicazione, che hanno dato ampio risalto alla vicenda e  dettagliate informazioni sui conseguenti comportamenti da adottare rassicurando i cittadini sul fatto che non era necessario esporre i fatti o presentare denuncia alle predette Istituzioni, avendo le stesse già la disponibilità di tutti i dati utili per i provvedimenti di competenza. Si consigliava invece ai cittadini di non rispondere ai numerosi solleciti di pagamento e di aggiornarsi sull’evoluzione della controversia sul sito dell’Antitrust www.agcm.it e/o al sito della Polizia di Stato www.commissariatodips.it

Per qualsiasi ulteriore informazione il cittadino può contattare la Sezione Polizia Postale di Cuneo sull’utenza telefonica nr. 0171460351 o tramite la mail polte.cn@poliziadistato.it

 

 

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