Il 26 maggio si terrà il 26esimo compleanno di Slow Food, e come già lo scorso anno, in tutta Italia l’associazione fondata da Carlin Petrini sarà presente in oltre 300 piazze italiane per farsi conoscere e raccontare i valori che stanno alla base del cibo buono, pulito e giusto.
Nel territorio monregalese e valtanarino due saranno le attività organizzate nella giornata, la prima al mattino a Mondovì, la seconda al pomeriggio a Ormea.
Nel capoluogo monregalese alle 9.30 arriveranno al Parco Europa le scuole che hanno aderito al progetto Orto in Condotta, ovvero la primaria di Via Cuneo nonché l’infanzia e la primaria di Piazza. Con loro ci saranno insegnanti e genitori che avranno la possibilità di partecipare a due laboratori: uno sulla spesa quotidiana e la lettura delle etichette con l’intervento della dietista e collaboratrice di Slow Food Irene Capizzi, l’altro sulla scelta dell’acqua del rubinetto a tavola, in collaborazione con Mondo Acqua e Alpiclima, la ditta che ha da poche settimane installato la casetta dell’acqua che si trova proprio all’ingresso del Parco Europa. Nel frattempo i 150 bambini potranno imparare divertendosi apprendendo i giochi dimenticati (quelli che facevamo noi adulti da piccoli) e con attività di educazione alimentare. A metà mattinata per tutti ci sarà una merenda buona pulita e giusta.
Al pomeriggio, le attività dello Slow Food Day si trasferiranno ad Ormea: il tema sarà quello della merenda di una volta. Alle 15.00 ci si troverà in Piazza Libertà, per poi iniziare una visita del museo etnografico, dove si possono ammirare gli oggetti della vita di un tempo ambientati in alcune stanze di una vecchia abitazione arredata come quando i nostri nonni erano bambini. A seguire si terrà una dimostrazione della preparazione del burro come si faceva un tempo con l'uso della zangola, e si faranno giocare i bambini preparando un po’ di burro con il sistema della bottiglia. La giornata si concluderà con una merenda sinoira a base di pane burro e zucchero, pane burro e marmellata, pane burro e acciughe. Il tutto accompagnato da letture di racconti sulle merende di una volta, quando dopo una partitella a pallone i ragazzini correvano a casa per la merenda che molto spesso prevedeva proprio l'uso del burro magari fatto in casa.












