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Alba e Langhe | lunedì 28 maggio 2012, 13:02

Al Lions Club Carrù-Dogliani serata dedicata all’Economia

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Con Carlo Ramondetti, direttore generale della Banca Alpi Marittime di Carrù

Al centro il direttore generale della Banca Alpi Marittime col presidente del Lions Club Carrù-Dogliani, Paolo Candela (a destra) e il primo vice presidente Daniele Robaldo (a sinistra)

Una serata tutta dedicata al complesso mondo dell’economia, con riferimento al particolare momento di crisi visto dalla provincia di Cuneo. Questo il tema proposto e trattato dal direttore generale della Banca Alpi Marittime di Carrù, Carlo Ramondetti, ospitato giovedì scorso dal Lions Club Carrù-Dogliani. A fare gli onori di casa al Ristorante “Moderno”, sede del Lions Club, il presidente del Club, Paolo Candela, assieme al primo vice presidente, Daniele Robaldo e all’officier distrettuale responsabile dell’Ufficio Stampa, Raffaele Sasso. Una chiacchierata quella del direttore Ramondetti che ha preso in esame la situazione generale, partendo dagli ultimi anni, caratterizzati da un andamento del Pil sempre al disotto delle aspettative e fortemente negativo in questo inizio d’anno e con alcune imprese - soprattutto nel settore delle costruzioni - che sono scese del 30% della propria operatività. Con conseguenze anche sul mercato immobiliare. Con una peculiarità: che tutti dati negativi a livello nazionale non sono tali in provincia di Cuneo dove il Pil è positivo e l’economia “ha nervi più saldi rispetto ad altre zone d’Italia”, pur se l’aumento della disoccupazione cominci a farsi sentire ed inizi a destare preoccupazione.

"Il mondo bancario - ha aggiunto Ramondetti - in provincia di Cuneo è sovradimensionato, con filiali di grosse banche che hanno raccolto localmente per andare ad investire altrove. Cosa che non è per gli Istituti di Credito del territorio che prestano molta attenzione all’area di riferimento, sostenendo le diverse categorie imprenditoriali e le famiglie. Nel prossimo futuro bisognerà però sperimentare nuove metodologie, in quanto le regole stanno mutando. O meglio bisognerà ritornare a pensare al lavoro come mestiere, abbandonando l’idea di lavoro come fonte di guadagno. Quindi occorrerà valorizzare le reti di impresa e lavorare per filiere, come nell’agroalimentare, sostenendo le divergenze con mutualità e solidarietà". Al termine molte le domande sui rischi per i risparmiatori dovuti all’indebolimento dell’euro ed ai problemi dell’Europa. Con una risposta chiara: "Non farsi prendere dal panico...lasciando tutto “fermo” in attesa del passaggio delle turbolenze".

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