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Al Direttore | lunedì 18 giugno 2012, 09:38

La tristezza dell'ex sindaco di Ormea nel veder morire la "sua" ferrovia

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Lettera di Giorgio Ferraris in merito alla chiusura della storia linea della Val Tanaro

La stazione di Ormea

Nei giorni scorsi ho visto, con grande tristezza, molte persone appostate con la macchina fotografica nei punti più suggestivi della linea ferroviaria Ceva - Ormea per documentare quelli che, secondo la volontà della Giunta Regionale, dovrebbero essere gli ultimi viaggi del treno in Alta Val Tanaro.

Era già successo più di venticinque anni fa. Allora ero Sindaco di Ormea e le competenze in materia erano ancora dello Stato, ma la chiusura della Ceva - Ormea era già stata decretata, nel dicembre del 1985, dall’allora Ministro dei Trasporti Claudio Signorile, nell’ambito di un provvedimento nazionale per la soppressione dei “rami secchi”, che prevedeva la chiusura di una serie di linee ferroviarie, fra le quali tre della nostra provincia: la Mondovì - Bastia, la Saluzzo - Airasca e la Ceva - Ormea.

In Alta Val Tanaro organizzammo una grande mobilitazione, con manifestazioni a Ceva, Bagnasco, Garessio e Ormea, iniziative culturali e dibattiti, raccolte di firme, Consigli Comunali aperti, ecc. Alla fine, delle tre linee di cui era prevista la soppressione, le altre due furono chiuse e la Ceva - Ormea rimase in funzione.

Negli anni successivi la linea fu rifatta integralmente, furono rinnovati tutti i binari e le traversine, sostituiti i centennali ponti in ferro, chiuse le stazioni e automatizzati i passaggi a livello, con la perdita di 75 posti di lavoro; tanti erano i dipendenti delle allora “Ferrovie dello Stato” che lavoravano nelle stazioni e nei caselli dei passaggi a livello, da Nucetto a Ormea.

La linea è stata sistemata e ha dimostrato la sua solidità in occasione della tragica alluvione del Tanaro del novembre 1994, quando le sue strutture, e in particolare i suoi sette ponti sul Tanaro, hanno retto alla furia delle acque, mentre gran parte dei ponti della viabilità dei Comuni e della Provincia sono crollati e la strada statale è stata completamente disastrata in molti punti. Oggi la Ceva - Ormea è una linea nuova, completamente automatizzata, con costi di gestione ridotti al minimo, ma, in questi ultimi anni, Trenitalia ha fatto di tutto per convincere la gente a non utilizzare il treno.

Quante volte in passato, con gli amministratori locali e gli utenti della Valle, abbiamo richiesto modifiche di orari per venire incontro alle esigenze degli studenti e dei lavoratori pendolari e abbiamo fatto proposte alla Provincia per evitare che treni e pullman viaggiassero in concorrenza negli stessi orari o vuoti quando non c’era utenza, senza avere alcun riscontro!

Già negli anni ‘80, con il Piano di Sviluppo della Comunità Montana, avevamo evidenziato la necessità di rendere il servizio più snello e meno costoso, proponendo una sorta di “metropolitana leggera”, che era sostanzialmente la stessa cosa proposta recentemente dai Sindaci della Valle, ma tutto è sempre caduto nel vuoto e Trenitalia, soprattutto negli ultimi anni, ha fatto spesso registrare immotivate e frequenti interruzioni del servizio, che hanno portato persino ad una denuncia alla magistratura da parte dei genitori degli studenti che usavano quotidianamente il servizio ferroviario.

Personalmente ritengo un grave errore la chiusura della linea ferroviaria, unico grande investimento fatto dallo Stato in Alta Val Tanaro. Occorre guardare lontano; non ci si può limitare ai ragionamenti contabili, peraltro discutibili, fatti dal Presidente della Giunta Regionale Cota e dall’Assessore Bonino; è necessario salvaguardare un servizio che presenta indiscutibili vantaggi per la sicurezza degli utenti e per l’ambiente, di cui in futuro potremmo ancora avere grande necessità! Abbiamo visto che fine hanno fatto, dopo pochi anni, le linee che sono state chiuse!

Ho partecipato venerdì sera a Ceva alla manifestazione in difesa della Ceva - Ormea, dove erano assenti addirittura gli amministratori di Garessio e Ormea, e sabato mattina a quella di Cuneo contro la soppressione dei treni fra Mondovì, Cuneo, Saluzzo e Savigliano; ad entrambe le manifestazioni eravamo in pochi: non c’erano neppure quelli che utilizzano quotidianamente il treno su queste linee. Non sto ad analizzare i motivi di questa scarsa presenza, ma ritengo che non si possa accettare senza reagire in modo energico e deciso questa decisione della Giunta Regionale!

Dobbiamo rivendicare il mantenimento del servizio ferroviario fra Ceva e Ormea come scelta politica “dovuta” alle popolazioni dell’Alta Valle Tanaro, sapendo che comunque, anche con una riorganizzazione del servizio, l’utenza non potrà mai raggiungere numeri consistenti, per l’esiguità del numero dei residenti in Valle; certamente però può essere incrementata.

Sulle altre linee della nostra provincia che la Giunta Regionale vuole chiudere, la situazione è ancora più anomala e grave: fra Mondovì, Cuneo, Saluzzo e Savigliano si spostano ogni giorno migliaia di persone per motivi di lavoro e di frequenza scolastica e quindi le scarse dimensioni dell’utenza dipendono soltanto da una inadeguata organizzazione del servizio.

La Regione e la Provincia devono lavorare per offrire un servizio efficiente, senza sprechi e doppioni, che risponda alle necessità degli utenti del territorio invece di eliminare un sistema ferroviario diffuso che altri territori ci invidiano e che deve soltanto essere ben organizzato e valorizzato.

Giorgio Ferraris

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