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Cronaca | martedì 19 giugno 2012, 15:54

Denunciato per calunnia dai suoi datori di lavoro, operaio di Boves è stato assolto con formula piena

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Tutto il processo si basava sul riconoscimento della falsità di alcune firme. Dichiarò di aver subito un infortunio in azienda che in realtà non avvenne mai

A processo per calunnia per una vicenda del 2007, è stato assolto dal Tribunale di Cuneo perché il fatto non sussiste.

L'imputato, M.R. era stato preso in prova presso un'officina meccanica di Chiusa Pesio. Da quanto dichiarò il responsabile del reparto allo Spresal, il primo marzo 2007 l'imputato aveva iniziato il suo periodo di prova prima dell'assunzione. Dopo essere stato informato dei rischi e fornito dei mezzi di protezione, avevano verificato le sue capacità nell'assemblaggio di componenti di carpenteria, ma non si era dimostrato molto avvezzo nel compito. Problemi ne aveva avuti anche nell'uso della saldatrice. Dopo i tre giorni, quindi, gli era stato comunicato che non poteva essere assunto. Lui ne aveva preso atto. Dopo qualche tempo, però, aveva denunciato di essersi infortunato e portava davanti al giudice i due responsabili dell'officina per lesioni colpose. Procedimento conclusosi con l'archiviazione.

Tutto il processo si basava sul riconoscimento della falsità o meno delle firme apposte sui documenti che dovevano attestare la partecipazione di M.R. al corso sulla sicurezza nell'officina. Delle perizie calligrafiche, come ha ricordato l'avvocato difensore Alberto Summa, una aveva escluso che la grafia appartenesse all'imputato, l'altra aveva concluso che fosse stato lo stesso M.R. a firmare con una grafia parzialmente diversa, al fine di trarre in inganno. Credibile dunque che la stessa ditta per tutelarsi dalla denuncia per lesioni, documentate da certificati medici, avesse falsificato le firme sui documenti.

Monica Bruna

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