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Politica | lunedì 02 luglio 2012, 08:29

Sanfront, il Comune caccia dai propri spazi pubblici i bimbi che giocano al pallone

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Il provvedimento riguarda al momento piazza Ferrero e piazza De Caroli. Un anziano del luogo: “Non c’è più tolleranza né pazienza, nessuno ricorda più di essere stato bambino”

I cartelli chie vietano il gioco del pallone (© targatocn)

La verità è che oggi non c’è più tolleranza, non c’è più pazienza, nessuno fa più un passo per cercare di capire l’altro, non ci si sopporta più e quando qualcosa non va come vorremmo ecco che allora facciamo subito ricorso agli avvocati, al carabinieri, ai vigili, al sindaco… E’ un po’ come se avessimo perso di vista non solo e non tanto la realtà  quotidiana, ma anche il nostro passato i nostri ricordi, i tempi quando anche noi giocavamo a palla imbrattando qualche muro ed arrecando disturbo ad altri: è una ruota che gira… ”. C’è tutta la saggezza della terza età in questa parole di un anziano del luogo cui abbiamo dovuto spiegare perché mai fotografavamo “quel” cartello.

Tant’è. Niente (più) gioco del pallone a Sanfront. Non almeno in piazza Ferrero, quella davanti alla Parrocchiale, dove un manipolo di ragazzini si attardava a “tirare quattro calci” ogni domenica, all’uscita dalla Messa delle 10. E neppure in quella piazza De Caroli. Quella che  - ironia della sorte – sorge proprio a lato di “Parco Lina Vittoria Guella”, il parco giochi intitolato a quell’ostetrica che da queste parti aiutò a venire al mondo frotte di bambini che avrebbero poi trascorso la loro infanzia rincorrendo vocianti un pallone. Senza che nessuno, aldilà di qualche rimbrotto, si sognasse di vietarglielo. Nemmeno il sindaco di turno.

Va sorprendentemente controcorrente l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Roberto Moine, all’interno della quale pure siede un vicesindaco che per passione fa l’allenatore di calcio. Mentre nei paesi vicini (Paesana, Castellar) fanno ancora bella mostra di sé i cartelli che invitano gli automobilisti a guidare con prudenza ed attenzione perché qui “i bambini ancora giocano per strada”, il laborioso Comune della Bassa Valle li caccia dalle piazze.

Lamentele dei residenti nelle due zone” ci dicono essere alla base del provvedimento, al momento non ancora supportato dall’indispensabile ordinanza sindacale. Può darsi. Purtuttavia rimane un provvedimento che solleva qualche dubbio. Perché stante il perdurare dei lavori di recupero che al momento interessano lo spazio oratoriale a fianco della Parrocchiale, dov’è che potranno giocare a calcio i bambini ed i ragazzi del paese? Forse nei campi comunali, dove per entrare serve pagare una quota d’affitto? Perche a volte un problema lo si risolve anche, per non dire soprattutto, offrendo soluzioni alternative più che restrittive.

Walter Alberto

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