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Al Direttore | lunedì 09 luglio 2012, 17:52

Un incontro che lascia perplessi quello tra i vertici Asl ed il CO.DI.CE.

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L'ospedale di Ceva

Egregio Direttore,

siamo a comunicare con la presente che lo scorso venerdì 6 luglio una delegazione del CO.DI.CE. ha incontrato i vertici dell’ASL Cuneo 1 e dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, impersonati, rispettivamente dal Dr. Bonelli e dalla Dottoressa Baraldi.

Scopo dell’incontro era quello di essere messi a conoscenza dei nuovi progetti di collaborazione tra l’Ospedale di Cuneo e l’ASL territoriale e di ricevere un aggiornamento sugli interventi di razionalizzazione della spesa che l’ASL sta predisponendo e che coinvolgono anche il nostro Ospedale.

Vi è subito da dire che le notizie che abbiamo appreso stridono, almeno parzialmente, coi rassicuranti annunci di potenziamento apparsi alcune settimane fa sui giornali locali.            

In primo luogo infatti è stato annunciato il mancato rinnovo della convenzione per la gestione dei pazienti afflitti da obesità severa, che pertanto dovranno essere curati presso altre strutture. I posti letto attualmente destinati a tale attività verranno convertiti in posti letto di continuità assistenziale e, allo scopo di approntare un servizio più coerente con le esigenze della cittadinanza locale, verrà attivato un ambulatorio di endocrinologia col servizio di dietistica per i disturbi dell’alimentazione.

Questo complesso di misure, oltre a comportare un risparmio di spesa, produrrà anche una ridefinizione dell’offerta sanitaria cebana volta a renderla più corrispondente con la domanda di cure proveniente dal nostro territorio. E’ poi prevista la messa in rete di alcune specialità mediche ad oggi attualmente disponibili soltanto presso l’Ospedale del capoluogo. Si tratta di un’iniziativa senz’altro apprezzabile, dal momento che, una volta attuata, permetterà ai cittadini della nostra zona di accedere, già nel nosocomio cebano, a servizi specialistici, anche se di livello ambulatoriale, per i quali ad oggi occorreva comunque recarsi a Cuneo.            

Ben maggiori perplessità e preoccupazioni suscita invece in noi l’intenzione dell’ASL di accorpare i due letti di terapia intensiva al reparto di Chirurgia, trasformandoli in letti di terapia sub intensiva e riducendo così il personale infermieristico agli stessi dedicato in esclusiva. Ci chiediamo: tale intervento può davvero essere considerato come una mera riorganizzazione che non implicherà conseguenze sull’attività chirurgica svolta nell’Ospedale? O piuttosto, non sarà un taglio che riduce gli standard di sicurezza garantiti presso il nostro Ospedale, con la conseguenza che un numero sempre più elevato di pazienti chirurgici potenzialmente operabili a Ceva verrà indirizzato altrove? Non si stanno creando le premesse per dequalificare il livello delle prestazioni sanitarie eseguite a Ceva, per poi poter arrivare a dire che il Pronto Soccorso in fondo non serve?            

Con questa lettera chiediamo pubblicamente che l’ASL valuti attentamente le annunciate misure senza arrivare ad un depotenziamento effettivo, che preluda ad una riconversione dell’Ospedale cebano. Siamo convinti infatti che la razionalizzazione della spesa sanitaria non possa essere effettuata solamente con la soppressione dei servizi sanitari oggi esistenti, ma possa ed anzi debba partire dalla riduzione di inutili od eccessivi costi amministrativi: siamo sicuri, ad esempio, che non possa essere ottimizzato anche l’organigramma dell’ASL e che tutte le cariche attualmente previste siano davvero necessarie?            

Confidiamo che tale richiesta, oltre ad essere recepita correttamente dal destinatario – l’ASL – venga fatta propria e sostenuta dall’intero territorio, a cominciare dalle istituzioni locali in modo che l’Ospedale cebano possa continuare ad essere una struttura sanitaria degna di tal nome.

Davide Prato (CO.DI.CE.)

 

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