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Cronaca | giovedì 19 luglio 2012, 14:05

Ultime repliche delle parti al processo per l'uccisione di Fatima Mostayd: oggi la sentenza

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Il pm Attilio Offman si è soffermato sull'affermazione della difesa che la localizzazione delle celle, rilevante per l'alibi di Ivan Vercellone, fosse cosa non certa

La casa dove avvenne l'omicidio di Fatima a Dronero

Questa mattina ultime repliche delle parti, prima della lettura della sentenza nel processo per l'omicidio di Fatima Mostayd, uccisa nella sua abitazione a Dronero con 49 coltellate il 7 febbraio 2011. Presente, come per tutte le precedenti udienze, Abedelilah Mabrak, indicato come l'assassino della ragazza marocchina e imputato anche per calunnia per aver coinvolto il suo ex collega Ivan Vercellone .

Il pm Attilio Offman ha ripreso alcuni punti di un certo rilievo. Si è soffermato principalmente sull'affermazione della difesa che la localizzazione delle celle, rilevante per l'alibi di Ivan Vercellone, fosse cosa non certa: “Affermazione fuorviante e per darle credito ha invocato la testimonianza di un tecnico della Vodafone raccolta in un altro processo, quando invece il maresciallo Fazio fu sentito in questo processo proprio sull'orientamento delle celle, mentre la difesa ha ignorato le sue risposte nel caso in oggetto. Inoltre si trattava di un sms sull' utenza Wind di Vercellone, senza alcun riferimento ai ponti ripetitori Vodafone”.

Il pm ha poi ribadito altri punti determinanti per l'accusa: che non ci fu nessun contatto telefonico fra Vercellone e Mabrak, la veridicità delle testimonianze degli amici di Vercellone a sostegno del suo alibi, il materiale biologico risultato riconducibile proprio all'imputato, e ritrovato in dosi abbondanti sul pantalone di Fatima. E poi sul movente della rapina, il pm ha spiegato perché è provato che ci fosse del denaro a casa di Fatima.

Mabrak voleva chiedere un prestito alla ragazza, poi la situazione è precipitata. Qui non c'è alcun ragionevole dubbio come affermato dalla difesa. Con tutte le prove raccolte si è andati oltre ogni ragionevole dubbio: mi appello al vostro buon senso”, ha concluso il pm.

L'avvocato della difesa, Alessandro Ferrero: “Dagli atti del processo emergono ragionevoli possibilità che i fatti non siano andati come invece ha detto il pm”, ha detto ribadendo le incongruenze nelle conclusioni dell'accusa.

Nel pomeriggio, salvo colpi di scena, ci sarà la lettura del dispositivo della sentenza, e sarà presente in aula anche la madre di Fatima.

Monica Bruna

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